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Parma (Lega Nord): "Duro colpo alle Pubbliche dalla Regione"

 

Perdita di volontari e preoccupante aumento dei costi. Questi i rischi a cui si espone la Regione con le nuove procedure di accreditamento per i volontari delle pubbliche assistenze, che nel giro di tre anni dovranno essere recepite dal mondo delle organizzazioni assistenziali dell’Emilia Romagna. Le nuove normative prevedono, tra l’altro, ore obbligatorie di formazione anche per i volontari impegnati nei servizi ordinari, trasporto infermi e dializzati in primis. Anche a Piacenza questi servizi sembrerebbero oggetto di un prossimo appalto, da cui sarebbero evidentemente escluse le pubbliche e le Onlus. «La sensazione – fa sapere Anna Maria Groppi, coordinatrice provinciale dell’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze, dal 2002 sodalizio di categoria) – è che la Regione voglia limitare le pubbliche assistenze, a favore di enti più controllabili o aziende specializzate». Questioni economiche ed ideologiche che non tengono conto delle «motivazioni che muovono un volontario, che offre il suo contributo per libera scelta e perché spinto da spirito di servizio».

 

Il colpo che la Regione inferisce alle pubbliche potrebbe essere drastico, perché i volontari sono già pochi rispetto alle esigenze a cui bisogna far fronte e già se la devono vedere con «istituzioni locali non sempre collaborative». Nel piacentino sono circa 2mila. «E’ ovvio – chiude Groppi – che l’imporre loro ore e ore di formazione non favorirebbe l’afflusso di nuovo personale». Il candidato alla vicepresidenza della Provincia e capogruppo del Carroccio in Regione Maurizio Parma ha incontrato ieri mattina la coordinatrice provinciale per un confronto aperto e per valutare valide alternative alle decisioni regionali. «Se vi è – sottolinea Parma - l’esigenza di una formazione costante occorre che questa si possa, senza pregiudicare, conciliare con lo spirito che muove i volontari che è poi alla base dell’impegno quotidiano». L’attenzione prestata da Maurizio Parma a queste problematiche è un segnale importante delle istituzioni, purtroppo – in particolare quelle regionali – non sempre pronte ad ascoltare i bisogni e i segnali dei veri destinatari delle nuove norme.

 

“Ancora una volta devo rimarcare il silenzio e l’immobilità della provincia di Piacenza a questi temi, incapace di porre sul tavolo regionale le esigenze del proprio territorio” conclude Maurizio Parma – Lega Nord Padania. E sulle nuove procedure di accreditamento manifesta perplessità anche Paolo Rebecchi, componente di un gruppo di lavoro specifico sul tema. «Ci spaventano le 100 ore di formazione che dovranno essere garantite anche per chi fa trasporto infermi – rivela -. Non tutti i volontari, infatti, hanno propensione a un gravoso iter formativo». «Altro fattore di preoccupazione – aggiunge – riguarda i mezzi. Le nuove norme, infatti, prevedono che non possano circolare ambulanze più vecchie di sette anni o con più di 300mila chilometri. Fermo restando che un mezzo di soccorso costa 80mila euro, sulle nostre vetture abbiamo sempre effettuato manutenzioni regolari e non abbiamo mai utilizzato per le emergenze strutture sanitarie mobili con più di 300mila chilometri. Impedirci di farlo anche per i servizi ordinari è una gravosa limitazione che influisce drasticamente sui costi». I nuovi vincoli impongono anche standard di ricovero delle autovetture secondo livelli altimetrici. Più si sale in montagna e più la norma dispone misure restrittive. Parcheggi particolari, muniti di riscaldamento, impianti di bordo capaci di preriscaldare il motore, anche a macchina ferma e altro ancora. «Non è intenzione del mondo del volontariato rifiutare di aggiornarsi ma, come sempre accade, l’eccesso rischia di portare solo danni. E il nostro settore rischia di subire un radicale ridimensionamento. Ricordo che il 90 per cento del personale sanitario della Regione, recentemente intervenuto a seguito del terremoto d’Abruzzo, era volontario. Se si “tira il collo” al volontariato si può dire addio a interventi come quelli effettuati nei luoghi del sisma».

 

 

 
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