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Ultimo aggiornamento:   12/10/2015  l  15.31  
                               
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Il consiglio comunale di Piacenza approva la fusione Enìa-Iride
 

AGGIORNAMENTO ore 20,35 - Ok del consiglio comunale di Piacenza alla fusione Enìa-Iride: a favore la maggioranza di centrosinistra e Bruno Galvani (gruppo misto), con l'eccezione di Rifondazione Comunista che ha votato contro; contrario il centrodestra, mentre non hanno partecipato al voto Carlo Mazza (gruppo misto), Gianni D'Amo, e Piacenza Libera (Levoni e Ceccarelli).

AGGIORNAMENTO ore 20,20 - Pierangelo Romersi (capogruppo Pd) è polemico con Forza Italia: "Hanno un comportamento incoerente rispetto ai loro colleghi di Parma che sostengono la fusione. Sosteniamo con il nostro voto il provvedimento". Marco Marippi (Lista civica): "Sostegno al provvedimento". Gianni D'Amo (piacenzacomune): "Pongo il seguente problema: il rischio è che arrivi a una situazione di oligopolio e quattro-cinque gruppi possano agire dentro una logica economica fuori dal controllo. Non partecipo al voto".

AGGIORNAMENTO ore 20,15 - Il capogruppo di Forza Italia Massimo Trespidi nel suo intervento ha "rimproverato" il sindaco Reggi: "Ci saremmo aspettati su un provvedimento così importante un'iniziativa politica nei confronti dell'opposizione. Si poteva dare una risposta politicamente più accorta alle richieste dell'ordine del giorno del consigliere Tassi. Così come noi abbiamo votato il documento presentato dalla maggioranza: si poteva arrivare a un ordine del giorno bipartisan". E sul progetto di fusione, ha formulato dubbi: "Pensiamo davvero che con un consigliere di amministrazione su 11 ci possa dare capacità di influenza? E' evidente che l'operazione è Iride che si "mangia" Enìa. Lo dicono i numeri: scontiamo un posizione minoritaria e sarà difficile garantire le nostre posizioni. Noi siamo per un Comune "leggero" e per dismettere le quote pubbliche nella società municipalizzata. Per questo voteremo contro il provvedimento".

AGGIORNAMENTO ore 19,50 - Sono tre gli ordini del giorno presentati in consiglio comunale nell'ambito del dibattito sulla fusione Enìa-Tesa. Il primo presentato da Marco Tassi (An) che chiede di non aumentare le tariffe. Il secondo di Carlo Pallavicini (Rifondazione) che mira ad vincolare il nuovo soggetto ad un controllo pubblico più stringente. Sempre Pallavicini ha presentato due emendamenti: approvato quello che modifica il dispositivo del progetto di fusione per affermare la supremazia del controllo pubblico della nuova aggregazione. Il terzo ordine del giorno del Partito Democratico e della lista civica Per Piacenza con Reggi per il mantenimento del controllo pubblico sulla nuova società anche oltre i termini temporali fissati dall'accordo in discussione e il mantenimento del  radicamento territoriale. Respinto il primo, accolti gli altri due (all'unaminità il voto per il terzo).

Il sindaco Roberto Reggi è intervenuto nella discussione: "Condivido nella sostanza l'intervento di Carlo Mazza (gruppo misto). Mazza ha dato alcune motivazioni ben articolate per cui ha senso per noi l'operazione di fusione. L'alternativa qual era? La nostra vecchia società Tesa aveva capacità di investimenti e sviluppo limitate. La concorrenza ci avrebbe spazzato via. Quando venne costituita Enìa nel 2004 si dicevano le stesse cose di oggi: che la città non capisce l'operazione. Dopo 4 anni abbiamo una rete sviluppata di teleriscaldamento, la raccolta porta a porta in estensione a tutta la provincia, una rete acquedottistica che si rinnova come quella fognaria, con una capacità di investimento non immaginabile allora. Allora si paventava la perdita del controllo, ma questo viene mantenuto dagli enti pubblici: non confondiamo il committente con il gestore dei servizi. Anche solo con la partecipazione dell'1,6 %, nella nuova società disporremo di una forma di pressione interna significativa affichè si facciano gli investimenti che il nostro territorio necessita. E per fortuna siamo rusciti a salvaguardare l'Agenzia d'Ambito nella sua configurazione autonoma, che ci garantisce potere contrattuale con il gestore. Con l'aggregazione anche con Hera saremmo stati più marginali. L'altro aspetto vantaggioso è la partecipazione agli utili del nuovo soggetto che ha un'attività assai più redditizia della sola Enìa. Godremo di questi benefici: l'operazione anche dal punto di vista finanziario è assai vantaggiosa. Ha senso anche mantenere un controllo forte, perchè non cambia l'Ato, nè tantomento le Sot (le società territoriali che non esistono dentro a Iride). Inoltre a Piacenza ci sarà la sede della società dell'ambiente e diventeremo baricentrici rispetto all'intero soggetto, nonostante le nostre dimensioni territoriali. Grazie all'esperienza di Enìa, ma l'effetto positivo lo abbiamo già visto. Infine tra qualche mese apriremo in piazzetta Plebiscito gli uffici di Enìa-Iride, nel cuore della città.

AGGIORNAMENTO ore 17,20 - Entrata nel vivo con le relazioni dell'assessore Anna Maria Fellegara e del vicepresidente di Enìa Marco Elefanti, la seduta a palazzo Mercanti. "Complementarietà, sinergie e investimenti" sono e parole chiave che hanno utilizzato per sostenere il progetto di aggregazione tra Enìa ed Iride. "Iride è forte nel campo della produzione energetica e della distribuzione del gas - ha sottolineato Elefanti - Enìa nel settore ambientale: da questa reciproca compensazione possono scaturire interessanti possibilità di sviluppo. Enìa ha adottato un maggiore radicamento con il territorio che verrà mantenuto; inoltre gli utili più consistenti di Iride potrà garantire da subito maggiori dividendi anche al Comune di Piacenza". La Fellegara ha invitato i consiglieri a vedere il Comune nel suo doppio ruolo nei confronti della nuova aggregazione, quello di azionista e quello di cliente-committente".

AGGIORNAMENTO - Inizio scoppietante del consiglio comunale dedicato al progetto di fusione tra Iride ed Enìa. Faccia a faccia tra il sindaco Roberto Reggi e i militanti di Legambiente che hanno esposto all'esterno di palazzo Mercanti uno striscione di protesta contro le "nozze" tra le multiutility. In aula la maggioranza priva di numero legale per alcune defezioni per malattia (oltre all'assenza politica di Rifondazione Comunista) ha trovato una stampella nei consiglieri di Piacenza Libera Levoni e Ceccarelli.

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Oggi, 22 dicembre, sono in programma le ultime due sedute del 2008 per il consiglio comunale e quello provinciale.

A Palazzo Mercanti (inizio ore 16) approda il progetto di nuova aggregazione tra le multiutility Enìa ed Iride. Il provvedimento era già stato approvato in commissione con i voti della maggioranza di centrosinistra senza Rifondazione Comunista, mentre dubbi erano stati manifestati dall'opposizione. In aula è stato annunciato un ordine del giorno del Partito Democratico che fisserà alcuni paletti per il controllo pubblico della nuova società.

Il sit in di protesta di Legambiente - Dalle 15.30 alle 16.30  davanti al Comune di Piacenza  si svolgerà un sit-in di Legambiente per denunciare la "deriva privatistica che rischia di essere imboccata con l'accorpamento di Iride ed Enìa su beni essenziali per i cittadini quali acqua, rifiuti ed energia".

Alle 15, nella sala Consiglio, seduta di Consiglio provinciale con all’ordine del giorno il bilancio di previsione 2009 (discussione e voto), comunicazioni dei consiglieri e una relazione dell'assessore al lavoro Fernando Tribi sugli effetti della situazione economica attuale sull'occupazione nella nostra provincia.

 

 

 

 
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