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Don Mazzi al Gotico: "Il volontario crei relazioni autentiche" VIDEO
  

In occasione del prossimo anno europeo del volontariato, lo Svep ha organizzato un incontro con don Antonio Mazzi, fondatore e presidente di Exodus, e Vincanzo Linarello, presidente del consorzio Goel, intitolato “Volontariato: il rischio della speranza”. L’evento, tenutosi nel salone d’onore di palazzo Gotico, ha fatto il punto della situazione sul volontariato, soprattutto in un contesto di crisi come questo.
 

“Il volontario deve risolvere le situazioni che altri non risolvono, siamo una minoranza per definizione – ha sottolineato Don Mazzi – E’ ora che il bene finisca di tacere, deve farsi sentire e avere il coraggio di dire quello che fa. Sono convinto che la bilancia penda nettamente a favore del bene, ma se guardiamo i telegiornali o leggiamo i quotidiani sembra il contrario”. Il fondatore di Exodus, che svolge fin dagli anni ottanta attività di recupero per tossicodipendenti, però è critico sul comportamento che molti cattolici e volontari hanno tenuto negli ultimi anni: “Abbiamo perso troppo tempo a costruire strutture senza riempirle, quando il vero compito del credente è quello di creare relazioni vere, autentiche e non essere succube della democrazia. Il volontario deve vivere in alternativa alla società dei costumi: e lo fa donando una proposta di vita differente, non solo durante l’opera di bene, ma durante tutta la giornata. Non si può essere cristiani un giorno alla settimana”.

Sul tema della responsabilità è intervenuto anche Linarello, che da anni con la sua associazione si oppone alla disoccupazione in Calabria: “La speranza si trascina dietro anche un senso di dovere. Ci fanno credere che ci sia decadenza, ma viaggiando mi rendo conto che c’è molta gente che ha voglia di fare del bene”.

Ad aprire l’incontro è intervenuta l’assessore Giovanna Palladini che ha ricordato come “l’unica via d’uscita in questo periodo è quella che più forze lavorino insieme, soprattutto in ottica di coesione sociale”.

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