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'Ndrangheta in Emilia, Reggi: "Serve fronte comune"
“L’Amministrazione comunale è profondamente consapevole dei gravi problemi legati alle ramificazioni dell’‘ndrangheta in Emilia-Romagna. Una presenza che si manifesta soprattutto attraverso il reimpiego del denaro sporco in attività lecite”.
Con queste parole il sindaco Roberto Reggi, interviene sull’ allarme lanciato dalla Direzione Investigativa Antimafia nella relazione sull’infiltrazione mafiosa nel Nord del Paese, nel primo semestre del 2010. “Per questo – aggiunge il primo cittadino - è indispensabile contrastare duramente il fenomeno con rigidi controlli anche sui subappalti e con l’introduzione di meccanismi idonei a smascherare le consorterie criminali ammantate di legalità. E’ fondamentale – prosegue il sindaco - che l’impegno coinvolga sia la pubblica amministrazione sia il mercato privato, per arrivare a un fronte comune dal quale nessuno si deve sentire escluso, in una logica di assunzione di responsabilità collettive”.
 
“Non possiamo che accogliere positivamente – aggiunge Reggi – la legge approvata ieri dalla Regione Emilia-Romagna in materia di “promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata” sottolineando come tale norma incrementi gli strumenti che già da tempo il Comune di Piacenza ha introdotto proprio per prevenire le infiltrazioni criminali. Infatti già dal 2003 il Comune ha uniformato le procedure per tutti gli appalti e acquisti di qualsiasi importo, costruendo un banca dati, anche per i subappalti, che consenta il monitoraggio continuo delle procedure e la frequenza di aggiudicazione alle singole aziende. Con riguardo in particolare ai subappalti poi, è attiva la collaborazione con le Forze dell’Ordine, l’Ispettorato del Lavoro e gli Enti Previdenziali al fine di verificare la correttezza delle procedure applicate dagli appaltatori ed evitare così che rientri dalla finestra ciò che è uscito dalla porta”.
 
La legge regionale prevede novità importanti quali l’obbligo di presentazione del certificato antimafia anche nel settore privato, l’istituzione di un albo volontario grazie al quale le imprese con requisiti virtuosi (white list) verranno premiate con punteggi da spendere negli appalti, la semplificazione degli adempimenti per le aziende pulite.
 
“In tal senso – conclude Reggi- mi sembra doveroso sottolineare l’importanza e la rilevanza di azioni comuni tra le istituzioni locali, come ad esempio, i protocolli sottoscritti anche recentemente in Prefettura”
 
 
 
 
 
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