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"La citta' di stoffa", l'ultimo libro di Nereo Trabacchi

L’ultimo libro di Nereo Trabacchi, La città di stoffa, inizia con una bimba di cinque anni che risponde a un telefono giocattolo nel cuore della notte e si mette a conversare con la sua maestra morta da mesi. (Primo capitolo e booktrailer disponibili su www.nereotrabacchi.com) .
La storia si sviluppa poi attorno alla città di Piacenza, da sempre sfondo scelto dall’autore per tessere le trame gialleggianti e introspettive dei suoi libri. E anche questa volta Trabacchi ha deciso di piazzare un particolare segreto, la cui soluzione si rincorre da secoli, tra le mura della Primogenita d’Italia. Come protagonista torna Arturo Fiammetta, già conosciuto nel precedente “Il re della città”, nelle sue vesti di nevrotico anti eroe, dove scoprirà bene presto di poter contare proprio solo su questi suoi conflitti interiori per sbrogliare la complicata matassa. Incuriositi abbiamo posto qualche domanda all’autore.
- Come è nata l’idea di questo romanzo? - Da tempo mi saltellava per la testa il progetto di una storia che avesse tra i protagonisti principali un libro presente in molte culture da millenni - Che genere di libro? - Il libro dei morti - E ne abbiamo uno anche qui a Piacenza? - Nel romanzo mi sono inventato una versione moderna. Un libro scritto da un avvocato deceduto in un tragico incidente. La moglie che nulla sapeva, quando se lo ritrova tra le mani fa di tutto per scoprire di cosa si tratta. Ma tanti altri desiderano impossessarsi di quelle pagine e ovviamente questo mette in pericolo lei e chiunque voglia svelare il mistero. Cosa sono le tavolette enigmatiche? Sono tavolette realmente esistenti databili tra il 2100 e il 1400 avanti Cristo che riportano simboli e segni mai completamente interpretati. Cosa ci fanno nel tuo romanzo? Sono una parte fondamentale della vicenda diventandone parte della soluzione.
Cosa ci puoi dire sulla scelta del titolo? La città di stoffa era la definizione più adatta per rendere l’idea di quale fosse il reale utilizzo del libro dei morti e le delle tavolette.
Anche per questa ultima opera i tuoi proventi di autore saranno devoluti in beneficenza come per le precedenti? Certo, questa è una cosa che non cambierà mai. Mi diverto a scrivere e riuscirci la considero una fortuna che credo sia giusto girare a qualcun altro. Grazie ai miei lettori siamo riusciti a comprare due nuovi defibrillatori che il Progetto Vita della dottoressa Aschieri presto installerà alla biblioteca Passerini Landi e sulla ciclabile di Vallera. Stai già scrivendo un nuovo libro? Sì, ho cominciato da poco. Sempre ambientato a Piacenza? Sì, e questo sarà così fino a quando la città non mi rivolgerà chiari segnali di “insofferenza”.

 

 
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