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Futuro del pomodoro, lunedì tavola rotonda di Coldiretti

COLDIRETTI PIACENZA PRESENTA LA STRATEGIA PER IL FUTURO DEL POMODORO DA INDUSTRIA.
Lunedì 15 novembre alle ore 10.00 nella sala convegni del Palazzo dell’Agricoltura
 
La situazione di difficoltà dell’agricoltura italiana non dipende solo dalla crisi generale, ma dal fatto che stiamo vivendo i drammatici effetti di quelli che sono i due furti ai quali sono sottoposte giornalmente le nostre imprese: da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio il cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall'altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento al convegno “Crescendo: esperienze di filiera agricola tutta italiana”, promosso da Coldiretti a Bologna nell’ambito delle iniziative legate alla  Giornata Nazionale del Ringraziamento, nel sottolineare che il risultato è il fatto che in Italia per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti oltre la metà (il 60 per cento) va alla distribuzione commerciale, il 23 per cento all’industria di trasformazione e solo il 17 per cento per remunerare il prodotto agricolo. 

“Questo, commenta il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, sarà uno degli argomenti di apertura della tavola rotonda dedicata al futuro del pomodoro, in programma per lunedì 15 novembre al Palazzo dell’Agricoltura a Piacenza.Con questa tavola rotonda intendiamo indagare tutti gli aspetti del pomodoro, partendo dall’importanza del distretto e di regole trasparenti, per passare al mercato e al ruolo delle associazioni; analizzando in particolare le strategie per ridare valore a questo comparto".
Finalmente dal 2011, conclude Bisi, con il disaccoppiamento totale, non sarà obbligatorio coltivare pomodoro, ma deriverà solo da una scelta imprenditoriale dettata da condizioni economiche, di mercato e produttive favorevoli.  Sarà pertanto indispensabile valutare attentamente i passaggi, ma soprattutto gli attori della filiera, per un comparto, che nella nostra provincia rappresenta un coltura di primo piano.

 

 
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