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A Viadana per dire no al nucleare. Boiardi "Mozione in Provincia"

La mobilitazione parte da Viadana (Mantova), come trent’anni fa. I trattori per marciare contro la decisione del ministro Romani di attivare due centrali nucleari tra Mantova e Cremona sono già stati messi a disposizione dalle associazioni di agricoltori. E la Cgil è al loro fianco. E’quanto emerso dalla riunione del Coordinamento antinucleare che ha visto la partecipazione a Viadana di oltre 500 tra cittadini cremonesi, mantovani, parmigiani e piacentini, sindaci dell’asta del fiume e associazioni di categoria: da Casalmaggiore a Colorno, dal San Benedetto Po a Suzzara, da Cremona a Piacenza. Diverse le iniziative messe sul campo: l’organizzazione di un evento “No al nucleare, sì alla cultura” da realizzarsi lungo il fiume; una giornata sul Po; una catena umana che unisca idealmente i ponti tra Piacenza, Cremona, Mantova e Lodi.

MOZIONE - Ce n’è anche per gli amministratori e i consiglieri: la presentazione simultanea di un ordine del giorno da far discutere nei Comuni e nelle Province sul tema nucleare ed energie rinnovabili.  Da parte sua il consigliere provinciale Gianluigi Boiardi invitato dal Comitato a presentare la situazione piacentina, si è reso disponibile a presentare in Provincia la mozione, nonostante “il presidente di Piacenza sul tema non risponde. E’ da un anno e mezzo che chiedo la sua posizione, ma continua con il suo silenzio assordante”. Boiardi, che ha ricordato come a Viadana, da oltre un mese, sia presente la mostra sulla Centrale di  Caorso realizzata dalla sua associazione, ha sottolineato come il coordinamento piacentino (tra cui erano presenti Marco Natali e Paolo Lega di Legambiente oltre a Bardini del movimento 5 stelle) è pronto a partecipare a qualunque iniziativa promossa dal coordinamento nazionale.

PARTECIPAZIONE - E' questa la richiesta corale che viene dai sindaci di Viadana Giorgio Penazzi e da quello di Casalmaggiore Claudio Silla: "Abbiamo finalmente la possibilità di fare una battaglia di civiltà. o la questione diventa democratica, di popolo, o la battaglia è persa in partenza. Il nostro compito come amministratori e cittadini è di creare una coscienza collettiva. Facciamo fronte comune come istituzioni, allargando il fronte del "no" anche con chi, politicamente, è vicino al Governo Berlusconi. I stiti non sono ancora stati resi noti, ma la questione non è vista in ottica di chilometraggio. Se rimaniamo uniti possiamo tenere le centrali lontane".

COSTITUZIONE - Parafrasando una citazione comune in questi tempi "Meno male che la Costituzione c'è". E' il sindaco di Colorno a ricordarlo: "Non mi ricordo che il referendum del 1987 avesse una scadenza sul retro. Per cui, se vogliono tornare al nucleare, dovranno farci votare nuovamente un referendum. La legge 99/2009 in questo senso non supera il valore del referendum.

IL PATTO DI STABILITA'  - Oltre a dire un "no" deciso al nucleare dobbiamo dare alternative. E il sindaco di San Benedetto Po non usa mezzi termini: "Se il patto di stabilità ce l'ho io, pretendo che venga rispettato anche da chi deve costruire le centrali nucleari. Io non posso far partire progetti sul fotovoltaico o sulle rinnovabili per non uscire dai parametri del patto. Mi sta bene, basta che questo sacrificio non venga sfruttato da chi ha interesse nella costruzione del nucleare. Dal Governo ci hanno fatto sapere che i Comuni che non accetteranno gli insedamenti saranno commissariati. Io sono pronto. Come sono pronto a realizzare eventi per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di alternative al nucleare. E' una questione di cultura. Ecco, cultura. Realizziamo un evento "No al nucleare, sì alla cultura".

LA RETE - Umberto Chiarini, scrittore e testimone della storia passata del nucleare italiano ricorda i tempi difficili delle prime battaglie. "Abbiamo fatto fatica, è vero. Ma oggi abbiamo mezzi di informazione molto potenti. Abbiamo la rete, internet che permette di collegarci in tempi inimmaginabili con tutto il mondo. Sfruttiamo l'occasione. La rete è l'unico mezzo di informazione che non può essere controllato da Berlusconi e da un Governo che, con troppa leggerezza, ha deciso di farci passare sopra la testa una scelta così scellerata".

I POSTI DI LAVORO - Economia verde significa anche scelta economica e risposta concreta alle difficoltà del mondo del lavoro. E la Cgil di Mantona i numeri li ha chiari: "Abbiamo in provincia 25 mila persone disoccupate e 15 mila in cassaintegrazione. La risposta a questa condizione tragica non può arrivare dal nucleare. L'unico settore che sta tirando è il fotovoltaico. Gli studi dimostrano che le energie rinnovabili arrivano a creare fino a 200mila posti di lavoro. Per quattro centrali nucleari saranno impegnati 10mila operai che, una volta entrati in funzione i reattori, diventeranno 5mila. Servono altri numeri?

 
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