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Nucleare, il no della Regione. Delegazione di Caorso a Bologna
 

Approvata oggi in Assemblea Regionale – in presenza di una nutrita delegazione di cittadini di Caorso – una risoluzione del Partito Democratico che impegna la Regione a riaffermare in sede nazionale la totale indisponibilità dell'Emilia-Romagna ad ospitare una centrale nucleare all'interno del suo territorio; a sollecitare la conclusione del processo di smantellamento di Caorso e l'adozione di un piano energetico nazionale, elaborato col coinvolgimento delle Regioni, che valorizzi l’energia solare quale eccellenza italiana sia per produzione che consumo, dando così una risposta ai temi energetici ed occupazionali per ricercatori e lavoratori.

La risoluzione è stata approvata con i voti favorevoli del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle; contrari Pdl e Lega. Una mozione riguardante sempre il tema del nucleare presentata dal consigliere del Carroccio Stefano Cavalli, che subordinava alla realizzazione di centrali nucleari, centri di ricerca e siti di stoccaggio di scorie nucleare l'utilizzo di referendum, è invece stata respinta.

Una rappresentanza di cittadini di Caorso ha presenziato alla seduta del Consiglio Regionale a Bologna. La risoluzione è stata approvata con il voto favorevole dell’intero centrosinistra e del “Movimento Cinque Stelle” di Beppe Grillo (che ha introdotto due emendamenti nel testo), contrari invece Lega Nord e Pdl. La delegazione dal paese della bassa piacentina ha raggiunto viale Aldo Moro con un pullman organizzato dal circolo locale del Pd. “La nostra partecipazione alla seduta – ha commentato Filippo Mancini della comitiva di Caorso – ha avuto un significato preciso: rafforzare il no al ritorno ad un nucleare vecchio e non sicuro. Abbiamo voluto ribadire che Caorso c’è e vuole essere partecipe di qualunque decisione che investe i suoi cittadini e il suo territorio, vogliamo chiarezza da parte del governo ed è importante che la Regione si sia pronunciata in maniera netta. Incomprensibile l’atteggiamento di chi, come la Lega Nord, ha votato no al testo presentato dal Pd, per poi proporre un referendum. Deve essere chiaro che l’obiettivo prioritario resta quello della conclusione del decommissioning della vecchia centrale”.

«Il Governo Berlusconi continua ad annunciare a vuoto il nucleare, lanciando solo ipotesi di localizzazione delle nuove centrali o di depositi delle scorie radioattive, come a Caorso e Viadana – denuncia la prima firmataria della Risoluzione Roberta Mori – oppure, promette vaghi e miracolistici incentivi a quei Comuni che, secondo il neo ministro allo Sviluppo economico, dovrebbero sgomitare per candidarsi ad ospitare gli impianti. La realtà è che nessuno sta sgomitando e le comunità stanno ancora aspettando verità e chiarezza sull’impatto di un ritorno al nucleare nel nostro Paese».

«E’ incredibile la ridda di voci e proposte implausibili a cui stiamo assistendo da settimane. – sottolinea il consigliere PD di Piacenza Marco Carini. – Il fondo, a mio avviso, l’ha toccato il vice ministro Castelli, ricandidando a dispetto dei suoi stessi colleghi leghisti il sito di Caorso per una nuova centrale: basti dire che dal 2000 ad oggi si sono spesi 450 milioni di euro di pubbliche risorse per lo smantellamento e la bonifica del vecchio impianto, senza contare lo smaltimento delle scorie. Ora noi chiediamo di concludere il procedimento prima possibile, rispettando la scadenza del 2013 per la revoca definitiva dell’esercizio e di lasciare in pace una comunità che ha già sopportato abbastanza. Non siamo più disponibili a subire le scelte di Roma, vogliamo continuare ad essere all’avanguardia sulla ricerca e l’innovazione».
 
Il punto di vista dei consiglieri è che il Governo nazionale si sia fossilizzato su una tecnologia superata in partenza, per nulla competitiva, se non grazie ad un grande esborso di denaro pubblico (ancora oggi gli italiani pagano 400 milioni di euro l’anno nelle bollette elettriche, per le scorie del vecchio nucleare). Lo dimostra il fatto che lo stesso presidente Obama ha stanziato 8,3 miliardi di dollari a favore di un’impresa privata per la costruzione negli Stati Uniti di 2 reattori: perché farlo se il nucleare fosse conveniente? Del resto che il nucleare sia più costoso delle altre fonti energetiche lo dicono fior di studi europei e internazionali. Secondo l’Ufficio federale di Statistica 101,82 centesimi di dollaro è il costo di 1 Kwh da fonte nucleare, contro i 99,45 dell’eolico, 98,23 del carbone e 81,72 del gas naturale.
 
«Noi siamo contrari al nucleare per motivi oggettivi – concludono i consiglieri emiliani del PD - legati ai costi e ad una sicurezza per le popolazioni che viene al primo posto e che l’attuale tecnologia non garantisce. Il governo dovrebbe dotarsi di un Piano energetico che punta sul gas naturale, il solare e le altre energie rinnovabili e soprattutto dovrebbe coinvolgere davvero le Regioni e i territori per avere il contributo di tutti all’autosufficienza energetica dell’Italia».

Conclude il Presidente del Gruppo Pd In Assemblea legislativa Marco Monari: «Il nostro no all’ipotesi di una riapertura di Caorso è deciso. Fra l’altro da Pdl e Lega nord viene, oggi, una singolarissima e incomprensibile lezione di “federalismo al contrario”. Da un lato il centrodestra a Milano si dichiara coi suoi massimi rappresentanti istituzionali contrario alla realizzazione di un impianto in quella regione, e dall’altro vorrebbe una centrale in Emilia-Romagna per poter rifornire di energia proprio la Lombardia».

Pollastri (Pdl): “Ripristinare il Progetto Ignitor. Nessuna pregiudiziale sul nucleare in Emilia, ma non a Piacenza”

BOLOGNA, “Un dibattito inutile e demagogico”, lo dice Andrea Pollastri (PdL) in riferimento alla risoluzione del Partito Democratico sulla costruzione di centrali nucleari in Emilia-Romagna, discussa oggi dall’Assemblea Legislativa.
“Il nucleare – spiega l’azzurro - non è un tema che interessa la sinistra, così come non le interessa Caorso: vi sono due fatti che possono testimoniarlo. Quando, a fine anni ’90, Stato, Regione, Provincia di Piacenza e Comune di Caorso erano governati dalla sinistra non si è fatto nulla per la dismissione della ex-centrale: essa è cominciata ufficialmente nel 2008 su forte impulso del Governo Berlusconi e dell’Amministrazione Comunale di centro-destra, grazie all’interessamento pressante dell’On. Tommaso Foti.
Un altro esempio è il Progetto Ignitor, che avrebbe consentito di recuperare la ex centrale a fini scientifici per un progetto di prestigio, innovativo, che tutto il mondo ci avrebbe invidiato, che avrebbe potuto essere un’occasione per i nostri ricercatori, ed evitare una volta per tutte la riaccensione di Caorso. Ma la risposta della Regione e della Provincia, allora governata dalla sinistra,  alle richieste dell’illustre Professor Coppi è stata di fatto negativa.
Oggi, invece, il nucleare interessa alla sinistra perché possibile fonte di polemica politica, come mero pretesto per contestare il Governo e le sue scelte.”
“la posizione del centro-destra – ha proseguito - è sempre stata chiara: prima deve essere terminato il decommissioning  di Caorso e bonificato il sito della centrale e poi si deciderà cosa farne.
Una cosa però è chiara: nessuna pregiudiziale sulla presenza di una centrale e di un sito di stoccaggio in Emilia-Romagna ma non più a Piacenza che per quattro decenni ha già avuto la centrale prima e, suo malgrado, un sito di stoccaggio poi.
Quanto poi alla scelta del sito dove eventualmente costruire una nuova centrale la proposta spetta all’investitore, non al Governo. Solo dopo averlo selezionato, anche su una base di una carta di siti potenzialmente idonei che deve essere ancora redatta, si concerterà la scelta.
Dire sì al nucleare, per altro, non significa pregiudicare il sostegno all’evoluzione dell’energia alternativa, per altro incentivata dal Governo stesso: come avviene in Francia e Germania la produzione di energia nucleare si coniuga con energie alternative.”
“È inutile, per ora, - chiosa Polastri- porsi dei problemi prima che vengano date dal Governo risposte precise, importante, invece, continuare con il progetto Ignitor collaborando con il Professor Coppi, sinora bistrattato dalla nostra Regione.”
 

 L'assessore Freda: "A Caorso oltre 8mila fusti radioattivi"

A Caorso, in provincia di Piacenza, ci sono ancora 8.279 fusti di rifiuti a media e bassa radioattività, mentre i più radioattivi sono partiti per l'estero nello scorso giugno. A circa dieci anni dall'inizio dello smantellamento della centrale nucleare e alla vigilia del ritorno delle centrali (di cui una, forse, proprio a Caorso), la procedura per smontare l'impianto, da 450 milioni di euro, sta andando avanti. Il circuito primario è stato decontaminato nel febbraio del 2004, l’edificio Torri Rhr è stato smantellato nel maggio del 2008, ha spiegato stamane l'assessore regionale all'Ambiente Sabrina Freda alla consigliera Gabriella Meo, che ha interrogato la Giunta in question time sul nucleare in Emilia-Romagna.

Attualmente, ha aggiunto Freda, nella centrale sono in corso lo smantellamento dei componenti dell’edificio Off-gas, che dovrebbe terminare a fine mese; il trattamento all’estero di rifiuti radioattivi pregressi, che sarà completato entro il 2013. Riguardo proprio ai rifiuti radioattivi l’assessore ha confermato che, il 30 giugno scorso, tutto il combustibile esaurito (la cui attività era pari al 99,36% della radioattività sul sito) è stato trasferito all’estero, mentre nei depositi interni alla centrale si trovano tuttora più di 8.000 fusti di quelli a media e bassa attività.

A Meo, che ha chiesto anche di capire quali interventi la Regione voglia adottare per impedire definitivamente l’installazione di centrali nucleari sul territorio, l’assessore ha riportato la posizione del presidente Vasco Errani nella relazione programmatica all’Assemblea: “Confermiamo senza alcun dubbio la nostra posizione. Non siamo e non saremo favorevoli all’installazione di una centrale nucleare a Caorso, useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione perché ciò non avvenga”.

Meo ha condiviso la scelta della Regione di impedire l’installazione di centrali sul territorio regionale. “Fa riflettere- ha detto- che a fronte di uno smantellamento in corso da anni ci siano ancora tanti fusti nei depositi”. (Agenzia Dire www.dire.it)

 

 
Voci correlate:
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