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Regione: approvata la riforma di Ato e Comunità montane. La protesta degli utenti

Approvata la legge regionale su “Misure per il riordino territoriale, l’auto-riforma dell’amministrazione e la razionalizzazione delle funzioni”, che prevede – oltre ad una riduzione dei costi di circa 7 milioni di euro all’anno – la riorganizzazione e la riduzione del numero delle Comunità montane, il superamento degli Ato e delle Agenzie per la mobilità in un quadro di generale riorganizzazione e semplificazione del sistema dei servizi pubblici regionali. Riforma contestata dal comitato consultivo degli utenti Ato di Piacenza.  

"L’attribuzione a livello regionale delle funzioni di programmazione, regolazione e controllo economico e tariffario (relegando solo i controlli di gestione agli ATO) - dice Doriana Soressi, rappresentante del comitato - mortifica il ruolo di governo dei territori, espresso dagli attuali Ato nel territorio regionale".

Riguardo alla riforma, il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “L’obiettivo generale è quello di qualificare sempre più la funzionalità del sistema, elevare il grado di integrazione, cooperazione e coesione, innovando profondamente le forme del sistema di governo territoriale  per fornire alla comunità regionale, ai cittadini e alle imprese servizi e prestazioni più adeguati, più efficaci.  
Questo provvedimento, preceduto da altri interventi per la riduzione dei Consigli di Amministrazione e di semplificazione delle Aziende regionali, è un momento importante dell’autoriforma della pubblica amministrazione in Emilia-Romagna, per dare più efficacia ed efficienza allo svolgimento delle funzioni dei diversi livelli di governo, costruendo dimensioni territoriali sempre più adeguate, superando eventuali sovrapposizioni e riducendo i costi.
Si tratta di un’azione fortemente condivisa che mette al centro i Sindaci, in modo che i Comuni possano svolgere in forma associata quelle funzioni integrate complesse che richiedano una adeguata capacità organizzativa. Questo per dare risposte  sempre più vicine ai cittadini".
"Si garantisce - prosegue Errani - più efficacia  e qualità  al governo del territorio in alcuni settori fondamentali come quelli dei trasporti, dell’acqua e dei rifiuti, puntando alla riduzione significativa dei costi gestionali, che già in Emilia-Romagna sono tra i più bassi del Paese.
Così come ci ha indicato l’Assemblea con un ordine del giorno, proseguiremo il lavoro avviato con questa legge con il riassetto delle bonifiche e con la  rimodulazione discussa con Province e Comuni di funzioni e competenze”.

La presa di posizione del consigliere regionale del Pd Nino Beretta: «L’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, nella seduta odierna, ha varato la Legge per il riordino territoriale, l’auto-riforma amministrativa e la razionalizzazione delle funzioni che, oltre ad una riduzione dei costi di circa 7 milioni di euro all’anno, prevede la riorganizzazione e la riduzione del numero delle Comunità montane, la riforma degli Ato e delle Agenzie per la mobilità.
Questo provvedimento, già preceduto da altri interventi che si ponevano le stesse finalità quali, ad esempio, la riduzione dei Consigli di Amministrazione e la semplificazione delle Aziende regionali, rientra in un in un quadro di generale riorganizzazione del sistema dei servizi pubblici regionali.
L’obiettivo generale è quello di innovare e snellire il sistema di governo territoriale, in modo da avvicinare maggiormente la pubblica amministrazione alla comunità, superare eventuali sovrapposizioni, ridurre i costi e fornire servizi, prestazioni e risposte maggiormente puntuali ai diversi territori. Il tutto, mantenendo l’elevata qualità che oggi già si è raggiunta.
Infatti, costruire dimensioni territoriali sempre più adeguate significa dare più efficacia ed efficienza allo svolgimento delle funzioni dei diversi livelli di governo e prevedere strumenti di gestione più agili. I Comuni potranno svolgere, in forma associata, quelle funzioni che richiedano un’alta capacità organizzativa e operare direttamente le scelte in alcuni settori fondamentali come quelli dei trasporti, dell’acqua e dei rifiuti. Ci auguriamo che questo possa incidere in modo significativo sui costi gestionali che comunque, nella nostra regione, sono già tra i più bassi del Paese.
Questo percorso non termina qui. È nostra intenzione proseguire l’importante lavoro già avviato affrontando il tema del riassetto dei Consorzi di bonifica e della rimodulazione, discussa con Province e Comuni, di competenze e funzioni».

 
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