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Economix: il rapporto di Bankitalia sull'economia regionale
Pubblicazione Banca d'Italia: "Economie regionali. L'economia dell'Emilia-Romagna"
 
Banca d’Italia, ha pubblicato di recente il rapporto annuale 2010 sull’andamento dell’economia in Emilia Romagna.
 
Dal rapporto emerge che nel 2009 gli effetti della crisi mondiale si sono ampiamente manifestati sull'economia dell'Emilia-Romagna.
 
Secondo le stime di Prometeia (www.prometeia.it), il PIL è diminuito del 5%, in linea con la media nazionale.
 
La Regione, particolarmente aperta agli scambi con l'estero e specializzata nella produzione di beni strumentali, ha risentito pesantemente del crollo del commercio mondiale.
 
Secondo i dati pubblicati da Unioncamere, la produzione industriale avrebbe subito un calo circa del 14%, ed avrebbe interessato tutti i principali settori economici senza distinzione di classe dimensionale di impresa.
In particolare le imprese emiliano-romagnole hanno diminuito in modo sostanziale, per circa il 20%, gli investimenti industriali a causa soprattutto dell'elevata incertezza sull'evoluzione del ciclo economico e del basso grado di utilizzo degli impianti.
 
Le esportazioni sono diminuite di quasi il 25%; un dato lievemente peggiore di quello medio nazionale.
 
Soltanto il settore dei “servizi” ha tenuto: secondo Unioncamere, le vendite al dettaglio hanno subito una riduzione del 3% circa.
 
Il turismo ha registrato una sostanziale tenuta grazie ai flussi provenienti dall'Italia che hanno compensato la brusca caduta di quelli dall'estero.
 
Sul fronte del mercato del lavoro, la diminuzione della produzione ha inizialmente determinato fenomeni molto contenuti; ovvero:
 
  1. un calo delle ore lavorate del 4,6%;
  2. una riduzione dell'occupazione del 1,2%,
a causa soprattutto del ricorso alla Cassa integrazione guadagni (e ad altre forme di riduzione dell'orario di lavoro), ma anche alla capacità di molte imprese di far fronte a periodi di sofferenza grazie ad una buona capitalizzazione dell’impresa.
 
Il peggioramento si è progressivamente accentuato in corso d'anno, con ipotesi peggiorative per l’anno 2010. Alla fine del 2009 il tasso di disoccupazione è stato pari al 5,7 % (3,4% un anno prima).
 
L'incidenza della forza lavoro inutilizzata (inclusi i lavoratori in Cassa integrazione) è stata pari al 7,4%; circa 3 punti e mezzo in più rispetto all'anno precedente.
 
I maggiori problemi occupazionali hanno riguardato i lavoratori temporanei che, più frequentemente, sono giovani e convivono con i genitori.
 
Dopo anni di crescita sostenuta, il credito bancario ha registrato, dalla seconda metà del 2008, un brusco rallentamento. Alla fine del 2009 i prestiti alla clientela residente in regione sono diminuiti sui dodici mesi dell'1,1%.
 
Le prospettive restano incerte: nel comparto industriale e dei servizi le indagini congiunturali prevedono un 2010 in lenta ripresa, in quanto fortemente legato alla domanda estera; mentre sul comparto manifatturiero grava ancora l’incertezza sui tempi di ripresa delle esportazioni.
 
Dal lato della domanda interna, l’andamento dei consumi potrebbe essere negativamente influenzato da un’ulteriore caduta dell’occupazione, prevista dalle imprese per l’anno in corso.
 
Per maggiori informazioni è possibile scaricare il rapporto della Banca d’Italia al seguente link: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/ecore/note/2009/Emiliaromagna/Emilia-Romagna.pdf
 
 
 
Voci correlate:
  • banca italia
  • economia
  • emilia romagna
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