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Ultimo aggiornamento:   12/10/2015  l  15.31  
                               
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Inaugurata la strada per Monte Dego in alta Valtrebbia

 Sei chilometri, oltre cinquecento metri cubi di ghiaia e sassi. Provincia e Comune di Ottone hanno

consegnato ieri la strada per il Monte Dego rinnovata ai cittadini. Così, nel giorno della prima
visita ufficiale di un presidente di Provincia negli estremi confini della Valtrebbia (pomeriggio
intero dedicato a sopralluoghi in zona e proseguito a Suzzi e Pizzonero, le frazioni popolate solo
d'estate che guardano a quattro regioni: Emilia, Lombardia, Piemonte e Liguria), il numero uno di
via Garibaldi ha parlato di “promessa mantenuta”, rifacendosi all'impegno assunto nel corso del tour
dei comuni d'inizio mandato. Plauso dal sindaco Giovanni Piazza che ha sottolineato come i risultati
siano possibili “solo lavorando insieme”. Per l'amminstrazione comunale presenti anche il
vicesindaco Giancarlo Tagani, gli assessori Elena Capelli, Luigino Mondani e il consigliere
Ferruccio Fioricelli. Il taglio del nastro dal pian della Prevetta punto di partenza del collegamento
rinnovato è stato affidato a Salvatore Perini, operatore della Provincia che per 40 giorni ha azionato
le macchine messe a disposizione dell'ente, lavorando fianco a fianco degli operatori comunali, sotto
il coordinamento del responsabile del settore grandi opere, Stefano Pozzoli, affiancato nella fase di
sviluppo lavori, dal funzionario tecnico Stefano Troglio. Ottone ha omaggiato la Provincia con un
piatto ricordo con un'immagine storica del mercato di piazza della Vittoria. A seguire visita al
santuario della Madonna di Lourdes, che domina Valdaveto e Valtrebbia, il cui nucleo originario
risale a inizio novecento. Un brindisi sulla terrazza panoramica, al quale ha partecipato anche la
consigliera comunale piacentina Lucia Girometta, madre di Cerignale e anni alle spalle vissuti a
Ottone (oggi residenza estiva) e nuove tappe nel lungo tour di sopralluoghi della giornata.
Destinazione Valboreca, il limite estremo del territorio piacentino. Prima sosta Suzzi, d'estate
abitata da irriducibili genovesi ancorati alla propria appartenenza, d'inverno disabitata, con un chiesa
celtica (risalente all'incirca all'anno mille) che guarda la vallata. “Qui il volontariato è tutto” ha detto
Piazza. “L'impegno di queste persone che mostrano attaccamento e dedizione al territorio è un
esempio concreto di sussidiarietà applicata” ha commentato Trespidi, stringendo le mani di gente
sorpresa dal vedere un presidente della Provincia in questi luoghi, a oltre mille metri d'altezza,
raggiungibili solo da strade imbiancate e sterrate. Così anche Carletto Toscanini, 99 anni (l'origine è
la stessa del Maestro Arturo Toscanini), contento e sorridente mentre posava abbracciato a Trespidi.
Poi via verso Pizzonero, oggi in festa per San Bernardo, patrono del paese a cui è dedicata la chiesa
che si pensa essere anteriore al 1600. A sorpresa è un tripudio istituzionale. Arriva anche, a piedi, il
sindaco di Zerba, Claudia Borrè. Al rifugio c'è già il primo cittadino di Cerignale, Massimo Castelli.
Saluti e strette di mano, una giovane coppia di sposi genovesi, Marco Sala e Giulia Ferrari habitué
delle montagne anche nei mesi invernali (“quando la temperatura rasenta i meno 15 gradi e la neve
arriva a quattro metri”) offre da bere all'ambasceria della Provincia. Alla fine sono le nove di sera
passate. E' ora di mettersi in marcia. Per tornare ad Ottone mancano ancora due ore. Quaranta
 
chilometri tra curve strettissime e tornanti da brivido a quote decisamente elevate. Il commento
finale di Trespidi dopo aver guadagnato il primato storico di aver visitato, unico nella storia
dell'ente, queste zone: “Solo conoscendo il territorio si possono risolvere i problemi”.
 
Voci correlate:
  • Massimo Trespidi
  • Commenti:



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