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Il Pdl di Piacenza: "Avanti col governo Berlusconi, altrimenti le urne"

Il coordinamento provinciale del Popolo della Libertà di Piacenza ha licenziato un comunicato che prende posizione rispetto alla crisi politica del governo Berlusconi. Ecco il testo integrale.

Premesso che:

• chi sostiene che il PdL è fallito dimostra di non avere compreso il senso di un progetto che non è il frutto di un accordo fra due leader politici, destinato a venire meno se gli stessi prendono due strade diverse,  ma di un imponente movimento di popolo, al quale hanno partecipato e partecipano con entusiasmo non solo la grande maggioranza degli esponenti politici che provengono, oltre che dai corpi sociali, da Forza Italia, da Alleanza Nazionale e dagli altri partiti alleati, ma la quasi totalità degli elettori del centro-destra che chiedono unità e coerenza;

• il PdL è nato fra la gente - nelle piazze e nelle urne, prima che nell’assemblea congressuale - che non accetta e non approva le divisioni e le polemiche degli ultimi mesi;

• se è logico che chi non condivide più gli obbiettivi comuni che il PdL si è dato non ne faccia parte, costituirebbe un grave tradimento della volontà degli elettori lo scioglimento del patto con gli stessi stipulato per governare il Paese;

• nel caso in cui, comunque, a detto patto venissero meno alcuni di coloro che sono stati eletti nel 2008 nella lista PdL e, conseguentemente, il Governo Berlusconi non dovesse più disporre di una maggioranza sufficiente, anche in uno solo dei rami del Parlamento, per potere portare a termine il programma votato dagli elettori, non vi sarebbe altra alternativa possibile che quella di dare la parola agli stessi;

• recenti distinzioni nel PdL, manifestatesi non solo negli organi nazionali del partito ma anche a livello parlamentare, rispetto a temi sensibili quali quello della legalità e della giustizia, favoriscono la diffusione di un giustizialismo caro alla sinistra, mentre  offuscano l’azione efficace ed intransigente del Governo Berlusconi contro la mafia e la criminalità organizzata;

• proprio nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata il Governo Berlusconi ha praticato un’antimafia dei fatti, con una serie di successi e risultati concreti che nessuno aveva mai ottenuto prima: sono stati, infatti, arrestati 26 dei 30 latitanti più pericolosi, sequestrati e confiscati beni stimati per oltre 13 miliardi di euro, approvato definitivamente ieri dal Senato, ed è quindi legge, il piano straordinario contro le mafie;

• è innegabile che in questi due anni il Governo Berlusconi ha fornito alle forze dell’ordine e alla magistratura, attraverso una seria e puntuale attività  legislativa, gli strumenti concreti per prevenire e reprimere le attività criminali;

• a fronte di una crisi internazionale che ha colpito l’economia mondiale, in ragione di una speculazione finanziaria senza precedenti, il Governo Berlusconi ha operato e sta continuando ad operare bene, guadagnandosi la stima e la fiducia degli altri Paesi dell’Unione Europea: soltanto un gruppo di matti, neanche un gruppo d’interesse, potrebbe pensare di mandare a casa, attraverso oscure manovre di palazzo, un Governo così efficiente in tempi di crisi finanziaria ed economica non ancora del tutto superata;

• interessati appelli volti a sollecitare un cambiamento della maggioranza di governo, la fine dell’esperienza del centro-destra, l’avvio di una nuova fase politica destinata a spalancare le porte ad un governo tecnico, o di transizione, o istituzionale o di tregua, null’altro rappresentano che il disperato tentativo di ritornare in gioco da parte di coloro che sono privi di legittimità democratica a governare, in ragione del risultato elettorale conseguito;

• qualora, dunque, dovesse venire malauguratamente meno la fiducia del Parlamento nel Governo Berlusconi, un atto di responsabilità non sarebbe certo rappresentato dalla formazione di un governo delle larghe intese, ma semmai dalla decisione di andare subito al voto;

• è fin troppo chiaro e spudorato il fatto che il richiamo rituale a un’idea dell’interesse nazionale nasconde unicamente la finalità vera di tale prospettiva volta a consentire l’approvazione di una legge elettorale che riporti le lancette dell’orologio al tempo della prima repubblica, quando il potere d’interdizione della sinistra era istituzionalmente garantito dalla debolezza e precarietà di governicchi ricattabili da qualsiasi gruppo di pressione;

• appare smaccato, in questo quadro,  il tentativo della sinistra di coltivare l’intrigo e l’inganno, che è l’arte di tutti i deboli: ne è la riprova l’insistente tentativo di adescare la Lega con la promessa di far assumere a un governo di transizione anche il fardello dell’attuazione del federalismo fiscale;

• il destino del federalismo, per contro, s’identifica con la sorte del governo Berlusconi: nella continuità della legislatura o nell’immediatezza dell’appello elettorale;

      auspica che

• l’azione riformatrice del Governo Berlusconi possa continuare secondo il mandato allo stesso conferito dagli elettori, con l’appoggio - in primo luogo -  di tutti coloro che sono stati eletti in Parlamento nelle liste del PdL;

• alfine di una sempre maggiore crescita del PdL, lo stesso sia messo nelle condizioni di organizzarsi sempre meglio sul territorio, anche attraverso la piena partecipazione degli iscritti e degli elettori secondo le modalità previste dallo statuto per lo svolgimento dei congressi comunali e di quello provinciale. Un processo quest’ultimo volto unicamente a legittimare dal basso la classe dirigente del PdL, senza che ciò comporti il radicarsi di contrapposizioni correntiste o personalistiche che ne paralizzerebbero l’azione.
 

 
Voci correlate:
  • Pdl
  • Commenti:


    finalmente
    noi provenienti dall vecchio quanto glorioso msi,lo conoscevamo purtroppo bene il signor fini..chi tradisce una volta..tradisce sempre. berlusconi liberatene per sempre con i suoi servi. addio fini ,montecarlo ti aspetta con la signora gaucci..
    aldo
    07/08/2010  23.46

    La lega...
    Ti ricordo massimiliano che la lega nord ha difeso con il suo voto le cosi' dette manovre di palazzo mezze mafiose... cosa diranno in campagna elettorale al popolo del nord che li ha votati anche per contrastare queste cose!?
    marco p.
    06/08/2010  20.17

    sarei d'accordo sulla modifica della legge elettorale...
    ...se non fosse palese che qualsiasi governo di larghe intese comprendente piccole formazioni reinventerebbe una legge elettorale con sbarramenti inesistenti siglando la parola fine al bipolarismo e il ritorno alla I repubblica,così maneggio libero
    Massimiliano Morganti
    06/08/2010  14.23

    Votiamo pure!
    il caro vecchio re mida all'incontrario, non è mai riuscito a confermarsi e ha perso 2 volte dal buon Prodi! ora vorremmo solo evitare di votare con questa legge elettorale che premia gli accordi sottobanco per comprare i parlamentari!
    Federico Sichel
    06/08/2010  12.30

    ........prosegue
    ...salotti e salottini li lasciamo a tutti quei radical chic a cui piacciono molto queste manovrine.Il sistema Italia purtroppo però,favorisce proprio l'affermazione di queste logiche "di scambio",e dubito che Napolitano concederà elezioni...
    Massimiliano Morganti
    06/08/2010  10.51

    La paura e il disprezzo degli elettori
    Pdl + Lega non hanno paura delle persone,che da sempre considerano come il cuore della propria azione.Peccato che i "democratici" abbiano paura e preferiscano cercare ribaltini con manovre di palazzo.Da sempre la sinistra disprezza "il popolo"
    Massimiliano Morganti
    06/08/2010  10.47

    Allora le urne...
    Avete fallito eccome e i dati sono li a dimostrarlo! Follini,Casini,Fini,(presto ci sarà anche Bossi)...uno dopo l'altro a sottolineare che i governi berlusconi sono monarchie inefficienti! Se si vota, le prendete...
    Federico Sichel
    06/08/2010  09.31


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