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Progetto aree militari: polo Artale-Pertite, parco nell'Arsenale, ospedale dismesso
  

LA PIACENZA DEL FUTURO - Un progetto dettagliato, redatto dal Politecnico di Milano sul futuro delle aree militari di Piacenza, che si configura come un vero e proprio mosaico nel quale tutti i tasselli hanno una propria valenza nel disegno complessivo. Dopo l'anticipazione nel tavolo poilitico di ieri, il sindaco Roberto Reggi e il vice sindaco Francesco Cacciatore, hanno illustrato l'iniziativa nei dettagli. L'ipotesi che l'amministrazione sottoporrà al Ministero della Difesa prevede che su 740mila metri quadrati coinvolti, 200mila diventino di verde pubblico (con un parco nel vallo della Mura e un'altra significativa parte di verde nella Pertite, con 120mila metri quadrati), non meno 180mila metri quadrati di verde privato e di cessione, 66mila metri quadrati di uffici, commercio e servizi, mentre il numero degli abitanti teorici insediabili nel nuovo comparto complessivamente inteso sarà di 2mila persone.

Soggette a dismissione, secondo i desiderata del Comune saranno le caserme Niccolai, Bixio e Lusignani, l'ex ospedale militare e l'area di viale Malta, mentre il Macra si estende sull'area adiacente ex Staveco.

Dunque non è previsto un parco integrale alla Pertite ma più porzioni di verde pubblico distribuite nei vari comparti da dismettere: l'area dell'Arsenale viene definita "parco abitato" con residenze e verde, mentre il comparto delle caserme Niccolai e Bixio comprenderà il mantenimento di gran parte dei manufatti esistento con la creazione di un "prato per la città", spazio libero tra ex caserme e la parte del laboratorio pontieri. Il vicesindaco Francesco Cacciatore è stato netto: "E' un'ipotesi realistica e un'operazione sostenibile dal punto di vista urbanistico per quella che è la nostra realtà".  

E' stato altresì ricordato che sarà di circa 100 milioni di euro il valore complessivo dell'operazione di dismissione per le autorità militari. Secondo quanto prevede la legge finanziaria 2010 alle amministrazioni comunale viene riconosciuta una quota tra il 10 e il 20 per cento del ricavato derivante dalle alienazioni degli immobili coinvolti. Risorse che verranno reinvestite per interventi di riqualificazione pubblica dentro le aree. "La sostenibilità ambientale economica e urbanistica - dice il sindaco Roberto Reggi - richiede la progettazione e l'intervento contestuale per tutte le aree coinvolte. Il progetto è una scommessa per la Piacenza del futuro, investendo su ambiente e cultura". "Desidero esprimere la mia gratitudine - ha continuato il primo cittadino - ai partecipanti al tavolo di ieri: tutti hanno dimostrato grande responsabilità politica e amore per la città, mettendo da parte le rivalità di partito in funzione del bene comune". Il progetto sarà ora inoltrato al Ministero della Difesa: una risposta, auspicano Reggi e Cacciatore, dovrebbe arrivare entro settembre.

Di seguito il progetto nei dettagli.

IL PARCO ABITATO - L'ipotesi prevede la trasformazione dell'area dell'Arsenale in un "parco abitato", uno spazio aperto per la città capace di accogliere al suo interno edifici residenziali. Il progetto vuole proporre un ambiente inedito, per sottolineare l'eccezionalità del luogo in città.

COMPARTO PONTIERI, IL PRATO PER LA CITTA' - Il progetto prevede il mantenimento di buona parte dei manufatti delle caserme Niccolai e Bixio, insieme al trattamento del margine tra tale complesso e l'area ex pontieri, attraverso una sequenza di edifici e spazi aperti a ridosso del dislivello fra le due parti. Si verrebbe così a creare un grande spazio libero, caratterizzante l'intero comparto.

CASERMA LUSIGNANI - Il progetto intende ristabilire la continuità del tessuto residenziale esistente, mettendo in relazione i due settori urbani oggi separati dal recinto militare. Verso la via Emilia e via Einaudi si prevede un principio insediativo con due ambiti che ridefiniscono i due affacci: quello a nord, tenendo conto della vocazione commerciale della via Emilia, sarà destinato ad edifici per attività commerciali o terziarie.

IL PIANO CARICATORE (ZONA STAZIONE) - Il progetto immagina di insediare nelle profondità del lotto quattro edifici a torre destinati a servizi o terziario, ciascuno con una certa autonomia sia per la forma che per l'accessibilità (attraverso una corsia di accesso che da via dei Pisoni porta al parcheggio interrato). Una lunga passerella l'attraversamento est-ovest delle torri. La prima torre, sul lato verso vai Colombo, poggerà su un suolo pubblico. La piazza è modellata su alcune rampe che, alzandosi e abbassandosi, consentono di guadagnare il percorso distributivo in quota e di raggiungere la quota dell'ex binario ferroviario, trasformato in un lungo percorso ciclo pedonale.

 
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    Commenti:


    Questa non è democrazia
    Decisioni blindate, partecipazione zero, e tanti soldi all'edilizia (che in Italia risponde anche al nome di Mafia). "Parco abitato"... come no, farete le casette sugli alberi?
    Maurizio
    21/07/2010  11.10

    accidenti all'ipocrisia
    valorizzarla la distruggete. Io queste cose non le sopporto; sarà che amo troppo la mia terra, ma per fortuna ho 20 anni e come altri giovani ho la possibilità di andare altrove in futuro, preferisco non esserne tristemente testimone.
    Fab
    21/07/2010  08.15

    accidenti all'ipocrisia
    Reggi all'abbraccio del parco potevi anche non venire che facevi più bella figura. Ipocrita tu e ipocrita Trespidi con tutta la giunta provinciale, che stanno attuando un piano per rovinare una valle che ci invidiano tutti. Anzichè valorizzarla la distrug
    Fab
    21/07/2010  08.07

    Politecnico di Milàn
    Un anno e mezzo e centoventi mila denari per produrre cosa? Un prevedibilissimo "residenziale/uffici e verde" ovunque? Neppure uno straccio di dettagli sulle volumetrie e le forme di questa Piacenza che verrà?
    Alex
    21/07/2010  01.32


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