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Ultimo aggiornamento:   12/10/2015  l  15.31  
                               
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Truffa del resto, arrestato trans con 28 alias
  

Una bottiglia di champagne pagata con una banconota da 500 euro e poi il tentativo, complice una discussione creata ad arte, di rubare denaro facendo confusione sul resto. E' andata male ad un trans peruviano di 34 anni che l'altra mattina ha tentato di truffare il titolare di un bar nei pressi di Travo: entrato nel locale ha chiesto una bottiglia di champagne che ha pagato con una banconota da 500 euro. Ottenuto il resto, ha richiesto un'altra bottiglia uguale alla precedente, della quale il barista era però sprovvisto. "Allora mi ridia i soldi, non compro niente" - ha detto il 34 enne alzando la voce. Mentre si stava allontanando dal bar, il trans è stato fermato dal titolare che si era accorto di un ammanco di 150 euro sul resto, provocandone così un'ulteriore reazione: il peruviano ha gettato sul bancone altri cento euro ed è scappato su un'auto guidata da un complice.

Il barista ha immediatamento avvertito i carabinieri che, grazie alla descrizione fornita, hanno intercettato la vettura vicino a Rivergaro. Fatti gli accertamenti è emerso che il trans, domiciliato a Milano, aveva 28 alias, 14 maschili e altrettanti femminili ed era già stato denunciato per un fatto analogo avvenuto a Verbania. Riconosciuto dalla vittima, è stato arrestato per furto. In attesa dell'udienza gli è stato imposto l'obbligo di firma a Milano. Per l'uomo alla guida della macchina, anch'egli peruviano di 33 anni è invece scattata la denuncia.   
 

Furti nelle auto fuori dalle discoteche, una vittima riconosce due dei tre arrestati all'Avila

Anche lei è stata vittima del terzetto dedito a forzare auto nei parcheggi delle discoteche arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri di Rivergaro dopo essere stati colti in flagrante all'Avila di Rivalta. La giovane, dalla cui vettura, parcheggiata all'esterno della discoteca Sonnambula, erano spariti soldi, un cellulare ed una fotocamera digitale, ha riconosciuto con certezza due dei tre giovani arrestati, tutti residenti in provincia, quali autori del furto ai suoi danni. I tre, lo ricordiamo, mettevano a segno i loro colpi utilizzando un particolare modus operandi: mentre uno di loro fingeva di sentirsi male, i complici "armeggiavano" intorno alle vetture. Sempre la stessa anche la scusa utilizzata nel caso qualcuno avesse chiesto spiegazioni sul loro comportamento: "L'auto è della mia ragazza, sto prendendo una cosa che ha dimenticato".

 
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