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Reggi: "Fondi pubblici per lo sblocco degli alloggi sfitti"

Social housing. Reggi: “Fondi pubblici e aiuti fiscali per lo sblocco degli alloggi non occupati”
 
“Dare una risposta al problema delle politiche abitative non significa soltanto dare una casa a chi ne ha bisogno, ma assicurare una qualità della vita dignitosa per tutti”.

“Sostenere con adeguate iniziative il Fondo sociale per l’affitto, dando stabilità al finanziamento e rafforzandolo attraverso modalità di erogazione che consentano di dare risposte più tempestive ed efficaci”. E’ l’appello lanciato al Forum PA dal sindaco di Piacenza e delegato Anci alle Infrastrutture, Roberto Reggi nel suo intervento ad un convegno centrato sul tema del social housing.  

Reggi è  partito subito con una denuncia: “Nel nostro Paese – ha detto – il costo degli affitti continua ad aumentare”. E ha proseguito con una riflessione sullo scenario italiano: la spesa media per il canone locativo è salita a 362 euro mensili, con punte più alte al Nord (351 euro nel 2007) rispetto al Sud (279 euro al mese). “Il costo degli affitti – ha proseguito Reggi – incide in modo sempre più accentuato sul reddito, la spesa per l’abitazione grava quasi del 32% sul reddito delle famiglie che appartengono alla fascia di reddito più bassa, e incide per l’8,4% sul reddito delle famiglie che appartengono alla fascia più alta. Ma sono in aumento anche gli sfratti per morosità: dal 2008, dopo un periodo di flessione, il numero degli sfratti è tornato a crescere, sono stati emessi oltre 52mila provvedimenti di sfratto, di cui il 78,8% per morosità. Nel 2008 sono state circa 138mila le richieste di esecuzione, e circa 25mila gli sfratti eseguiti. E il sindaco di Piacenza ha denunciato pure che, a fronte di una contrazione e riduzione dell’edilizia pubblica, si assiste ad un aumento del numero degli alloggi privati non affittati. “Un fenomeno in crescita – ha commentato Reggi - a cui è necessario prestare attenzione, perché questo patrimonio potrebbe essere attivato per rispondere alla domanda di edilizia abitativa attualmente insoddisfatta”.

E Reggi è passato quindi a presentare una serie di proposte dei Comuni per dare un nuovo impulso alle politiche abitative in Italia. Proposte che partono dal completamento del censimento degli alloggi disponibili, cioè delle abitazioni sfitte, allo sblocco del mercato degli affitti dei privati attraverso meccanismi concordati con il Governo, come la cedolare secca. Inoltre, con l’obiettivo di valorizzare le competenze dei Comuni, una proposta avanzata dall’Anci prevede di attribuire ai municipi il diritto di prelazione nel caso di trasferimenti di proprietà degli edifici. Infine, Reggi ha evidenziato la necessità di prestare particolare attenzione ai servizi: “dare una risposta al problema delle politiche abitative – ha detto - non significa soltanto dare una casa a chi ne ha bisogno, ma assicurare una qualità della vita dignitosa per tutti. Il Comune – ha concluso Reggi - non può scindere lo sviluppo dell’edilizia pubblica dal perseguimento della qualità sociale”.

 
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