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Ultimo aggiornamento:   12/10/2015  l  15.31  
                               
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Maltempo, Errani chiede a Berlusconi lo stato di emergenza

In seguito alla grave ondata di maltempo, con forti precipitazioni nevose e mareggiate,  che ha colpito tutto il territorio dell’Emilia-Romagna nei giorni 9, 10 e 11 marzo il presidente della Regione Vasco Errani ha chiesto oggi al  Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, d’intesa con le Province interessate e sentite le Prefetture,  la dichiarazione dello stato di emergenza e l’assegnazione di adeguati mezzi e poteri straordinari per effettuare con urgenza gli interventi necessari al  ripristino delle normali condizioni di vita nei territori interessati.

“Tale richiesta – ha dichiarato Errani – è  resa necessaria dalla gravità del fenomeno e dall’estensione dei territori colpiti, tutta la fascia appenninica regionale da Rimini a Piacenza e tutta la costa da Comacchio a Cattolica, con danni rilevanti in tutta l’Emilia-Romagna”. “La Regione - ha aggiunto Errani - ha già disposto finanziamenti urgenti per 7 milioni di euro,  tesi in particolare al ripristino della viabilità nei comuni montani e ad interventi di difesa della costa, mentre l’azione efficace e tempestiva di tutto il sistema regionale di protezione civile ha mitigato le conseguenze per la popolazione e le infrastrutture. Tuttavia l’ammontare  e l’estensione dei danni è tale da rendere necessario anche l’intervento dello Stato”.
Ad una prima stima  infatti  le conseguenze dell’eccezionale ondata di maltempo  ammontano a 38 milioni di euro di cui 23 per la costa e 15 per i territori collinari e montani. Si tratta di  una  valutazione che potrà essere ulteriormente precisata nei prossimi giorni e che riguarda la gestione della prima emergenza e gli interventi più urgenti.


Nella lettera a Berlusconi  Errani  ha sottolineato l’importante lavoro di coordinamento  svolto dall’Agenzia di protezione civile regionale, che ha impegnato 50 squadre per circa 200 volontari, il ruolo delle Amministrazioni provinciali , dei Sindaci, in particolare nei comuni collinari e montani, dei Prefetti, dei Vigili del Fuoco che hanno dovuto fronteggiare 1.000 chiamate su tutto il territorio regionale,  del Volontariato di Protezione civile, del Servizio del 118 e della rete di pronto soccorso.

Il bilancio dei danni. Blocchi della viabilità, aeroporti chiusi, interruzioni dell’energia elettrica, sulla costa persi oltre 1 milione di metri cubi di sabbia

Punte di 100 cm  di neve nella fascia appenninica, con cumuli locali superiori a 200 cm anche a causa del forte vento,  e 30-50 cm in pianura, anche nei principali centri urbani. Sono questi i dati della pesante ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna.


Le forti precipitazioni nevose hanno causato rallentamenti e blocchi alla viabilità ordinaria. In particolare in molti comuni collinari e montani, si è verificato l’isolamento di intere frazioni, risolto solamente nella giornata odierna. Analoghi disagi si sono verificati nelle autostrade dove per gran parte della giornata del 10 marzo il traffico è stato limitato ai mezzi leggeri con conseguenti disagi e necessità di assistenza per gli autotrasportatori.
Si è verificata l’interruzione della linea ferroviaria Bologna-Pistoia, mentre sono stati registrati significativi ritardi sui tempi di percorrenza dei convogli ferroviari di Trenitalia, comprese le linee dell’alta velocità.
Tutti gli aeroporti della regione, ad esclusione di quello di Rimini sono rimasti chiusi; l’Aeroporto di Bologna ha ripreso progressivamente l'attività a partire dal pomeriggio del 10 marzo.


L’elevato cumulo di neve, associato a forti raffiche di vento ha provocato il crollo di linee elettriche e tralicci della media ed alta tensione con black out estesi in Provincia di Ferrara e nelle aree appenniniche,  che hanno coinvolto circa 25.000 utenze.
Le forti nevicate nei comuni dell’alta collina e della montagna hanno provocato caduta di alberi, gravi danni alla pubblica illuminazione e la necessità di interventi straordinari, sia per la quantità dei mezzi impiegati che per il notevole impegno finanziario.


A causa del maltempo i sindaci hanno disposto l’interruzione del servizio scolastico per i giorni 10 e 11 marzo in quasi tutte le province della regione specialmente nella fascia collinare e montana del territorio.
Sulla costa i forti venti da nord-est hanno provocato onde che hanno superato i 4,5 metri di altezza con effetti aggravati dalla concomitanza di alta marea sul livello medio del mare pari a circa 80 cm. La violenta mareggiata ha asportato le dune di protezione degli insediamenti balneari e delle infrastrutture civili, lungo buona parte della linea di costa, dai lidi ferraresi a quelli riminesi, oltre al danneggiamento di numerose scogliere. Sono stati stimati circa 1.100.000 mc di sabbia asportata dall’azione meccanica delle onde e si sono verificati allagamenti, dovuti all’ingressione di acqua marina, di attrezzature turistiche ricettive e di parte del centro abitato sia di Cesenatico sia nei Lidi di Comacchio e di Ravenna.

 
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