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Ultimo aggiornamento:   12/10/2015  l  15.31  
                               
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Dimezzate le comunità montane, via le Ato e le Agenzie di Mobillità: i tagli della Regione

Riorganizzazione e riduzione del numero delle Comunità montane, che passeranno da 18  a 9,   superamento degli Ato e delle Agenzie per la mobilità,  in un quadro di generale riorganizzazione e semplificazione del sistema dei servizi pubblici regionali. Con l’obiettivo di aumentare l’efficacia e la qualità  della pubblica amministrazione, evitare sovrapposizioni e  duplicazioni; ridurre  gli oneri organizzativi e finanziari. A Piacenza le Comunità montane passeranno da 3 a 2 con l'integrazione di quella della Val Tidone all'interno di una più grande dell'Appennino piacentino; resterà invece quella Nure-Arda. Ascolta la dichiarazione di Vasco Errani (in fondo alla pagina).


Sono queste le principali novità  del progetto di legge “Misure per il riordino territoriale, l’auto-riforma dell’amministrazione e la razionalizzazione delle funzioni” approvato dalla Giunta della Regione Emilia Romagna e  che dovrà ora passare al vaglio dell’Assemblea legislativa.
La proposta definisce gli indirizzi in materia di riordino territoriale e di autoriforma dell’amministrazione regionale e locale individuati dalla Giunta regionale con la deliberazione n. 1641 del 5 novembre 2007. Queste linee erano poi state condivise con il sistema delle Autonomie locali attraverso la sottoscrizione del “Patto interistituzionale per l’autoriforma dell’Amministrazione, la razionalizzazione delle funzioni ed il riordino istituzionale” del 10 dicembre 2007. 
L’obiettivo – condiviso da Province, Comuni e Comunità montane - è quello di adottare misure di riforma organizzativa e funzionale per elevare la  qualità delle prestazioni e ridurre complessivamente i costi organizzativi e finanziari.
Il personale assunto a tempo indeterminato presso gli enti pubblici oggetto di riorganizzazione sarà trasferito  alle dipendenze dei soggetti istituzionali individuati per l’esercizio delle funzioni, i quali adegueranno di conseguenza le proprie dotazioni organiche.
A questo intervento normativo ne seguiranno altri che andranno a completare  il riassetto organizzativo e l’adeguamento delle funzioni tra i diversi livelli di governo territoriale.


Le nuove Comunità montane
Accorpamento o trasformazione in Unioni, così da passare dalle attuali 18 a 9  Comunità montane; contrazione della spesa corrente; riduzione del 60 per cento gli amministratori (da 405 a 180, e per gli organi esecutivi e le presidenze saranno solo sindaci). Le “Nuove Comunità Montane” diventeranno, come le Unioni, strumenti operativi dei Comuni per governare al meglio i servizi (anche attraverso la gestione associata di funzioni e compiti comunali) senza, però, essere ente intermedio territoriale.
Sono queste alcune delle ricadute principali che la proposta di legge regionale realizzerà rispetto alle Comunità Montane che - andando ben oltre alle disposizioni della Finanziaria  2008 che obbligano la Regione a riformare il settore entro il 30 giugno – usciranno dal processo di trasformazione rafforzate quali enti di presidio dei territori montani.
Le Unione dei Comuni e le Nuove Comunità Montane, non saranno nuovi e separati livelli di governo – ovvero enti distinti dai Comuni – ma bensì al servizio dei Comuni stessi. Non si sovrapporranno, ma si sostituiranno ai Comuni, svolgendo in forma associata le funzioni che gli stessi assegneranno loro. Per questo saranno riconosciuti incentivi solo per le funzioni  integralmente trasferite all’ente associativo.
Per effetto della Finanziaria, i trasferimenti ordinari dello Stato si ridurranno di 1,6 milioni nel 2008 e 1,4 nel 2009. I risparmi legati agli effetti del provvedimento regionale, a regime, si stima saranno di oltre 2,7 milioni di euro, di cui 1 milione e 250 mila euro all’anno per quanto riguarda i compensi degli amministratori, un milione di euro per l’eliminazione di nove quote fisse del trasferimento ordinario e circa 500 mila euro legati alla razionalizzazione organizzativa (sedi, costi di gestione).
Sarà, contestualmente aggiornata la legge sulla montagna (Legge regionale 2 del 2004) per semplificare ed accelerare l’operatività degli strumenti e le relative procedure che vanno a sostenere, anche economicamente, gli interventi nelle aree montane.  Il “Programma regionale per la montagna”, strumento di programmazione approvato dall’Assemblea legislativa, definirà gli indirizzi per lo sviluppo delle aree appenniniche, cui dovranno far riferimento tutti gli strumenti di programmazione della Regione.
Sono previsti anche incentivi economici (con modalità diverse per accedere ai contributi e meccanismi premianti per i Comuni che gestiscono il maggior numero di funzioni) che valorizzeranno e sosterranno le Unioni di Comuni,  in quanto livelli istituzionali appropriati per l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi.


Riforma del trasporto pubblico locale

La riorganizzazione dei servizi pubblici locali prevede per quanto riguarda il trasporto pubblico locale il superamento delle Agenzie per la  mobilità. Il risparmio previsto, considerando  i costi dei Cda e dei Sindaci revisori, si può quantificare in oltre 1 milione 200 mila euro.
Con il nuovo intervento normativo la Regione privilegia l’adozione di forme organizzative basate sulle convenzioni tra Province  e Comuni  per ricercare ogni contenimento possibile degli oneri. Inoltre, i territori provinciali sono assunti quali “ambiti territoriali minimi” di riferimento per la programmazione, la progettazione, l’organizzazione e la promozione dei servizi pubblici di trasporto integrati.
La Regione determinerà le risorse da affidare ad ogni singolo bacino. La proposta di legge fa una scelta più netta rispetto alla norma precedente (legge regionale 30 del 1998) che  aveva lasciato molte possibili opzioni sulle modalità organizzative. La maggior parte delle Agenzie per la mobilità avevano così optato per società di capitali (o altre forme di gestione fortemente strutturate) mentre solo Ravenna aveva scelto  la forma più leggera della convenzione.  A questa disomogeneità nella forma giuridica delle Agenzie si aggiungono notevoli diversificazioni a livello patrimoniale, che saranno ricondotte ad un modello chiaro ed univoco.
Le trasformazioni previste dalla nuova normativa dovranno realizzarsi entro il 31 dicembre 2010 consentendo, ove necessario, di esaurire funzioni e contratti già sottoscritti.


Riforma del servizio idrico integrato e dei rifiuti solidi urbani
Le Agenzie d'ambito – nove, una per ciascuna provincia -  saranno superate e al loro posto  sono previsti due livelli di intervento, uno regionale e uno locale.  Tale passaggio comporterà una riduzione dei costi intorno ai 3 milioni di euro , considerando   le spese generali, di funzionamento e le consulenze.
A livello locale per snellire e razionalizzare il settore la legge si affida allo strumento della convenzione obbligatoria fra la Provincia ed i Comuni (il livello territoriale provinciale è solo un livello minimo). La Convenzione dovrà definire le questioni relativa all’affidamento del servizio ed alla determinazione delle tariffe, anche in relazione agli investimenti.
A livello regionale sarà istituito un “Comitato di indirizzo”  composto dall’assessore regionale competente per materia e da quattro componenti nominati dalla Conferenza Regione Autonomie locali (Cral).
Saranno aperti anche spazi per nuove forme di partecipazione dei cittadini. La tutela degli utenti passerà  attraverso il rafforzamento dell’Autorità regionale di vigilanza alla quale vengono attribuiti compiti di conciliazione per la definizione delle controversie per il rispetto dei parametri di qualità delle prestazioni erogate. Sarà realizzata una Carta del servizio pubblico e costituito un Comitato consultivo degli utenti presso l’Autorità regionale
Entro tre mesi dall’approvazione della legge, le “vecchie” Ato dovranno elaborare una proposta di “convenzione” da sottoporre all’approvazione degli enti locali che partecipano: se la procedura non sarà realizzata nei tempi previsti spetterà alla Provincia a provvedere. La “convenzione” avrà effetto  a partire dal 1 gennaio 2009, mentre dal 1 luglio 2009 sono soppresse le Agenzie di ambito.


Gli Enti e  le Società regionali
Con la proposta di legge prosegue anche il processo di razionalizzazione organizzativa, avviato con la legge regionale n. 26 del 2007 sulla  riduzione dei costi di funzionamento  dei Cda  degli enti e delle società regionali. Saranno pertanto ulteriormente ridotti gli oneri organizzativi e finanziari nonché trasformata la natura giuridica di alcune società attualmente partecipate dalla Regione. Si tratta della partecipazione della Regione alla fondazione Centro ricerche marine e della fusione per incorporazione da parte della società partecipata Terme di Salsomaggiore Spa della Società Terme di Tabiano Spa.


Nel dicembre scorso erano stati ridefiniti  i compensi per gli  amministratori (ridotti anche di numero) e i presidenti delle società partecipate dalla Regione. La legge ha comportato riduzioni generali di costi per Ervet, Fer, Apt, e Cup 2000 ma anche per Nuova Quasco e Lepida Spa: tutte società partecipate dalla Regione in cui essa deteneva la maggioranza delle quote. I presidenti del Cda sono passati a un emolumento uguale per tutti di circa 55 mila euro, invece che di 120 mila euro l'anno per la Fer (società che gestisce le Ferrovie regionali), 90 mila euro l'anno per Cup 2000, 80 mila per Ervet e 75mila per l’Apt.
Dal primo gennaio di quest’anno è stata  anche costituita una sola Azienda per il diritto allo studio regionale che  accorpa le Aziende di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e Parma che di fatto hanno cessato l’attività. Oltre a dare più unitarietà alle strategie in materia di diritto allo studio,  l’ Azienda unica consente, in scala, anche notevoli risparmi. Ad esempio i membri dei CdA passano dai ventotto delle quattro aziende a sei, mentre i revisori dei conti passano da sei a tre.

ALLEGATI

 

LE COMUNITÀ MONTANE IN EMILIA ROMAGNA

SITUAZIONE ATTUALE E PROPOSTA DI RIORGANIZZAZIONE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunità montana attuale

N° Comuni

popolazione

n. consiglieri

Nuove                     Comunità Montana

prov.

totale provincia

attuale

previsto

attuale

previsto

Valle Tidone

4

853

15

Unione

PC

60

29

App. Piacentino

8

9.290

24

13

App. Piacentino

Valli Nure Arda

7

12.654

21

16

Valli Nure Arda

Valli Taro Ceno

16

36.359

48

24

Valli Taro Ceno

PR

72

40

App. Parma est

8

25.584

24

16

App. Parma est

App. Reggiano

13

44.552

39

24

App. Reggiano

RE

39

24

App. Modena ovest

4

10.446

12

24

Ambito Modenese

MO

54

24

Frignano

10

39.722

30

App. Modena est

4

16.066

12

Valle Samoggia

6

22.940

18

Unione

BO

84

24

Alta Media Valle Reno

10

39.498

30

24

Ambito Bolognese

Cinque Valli Bolognesi

8

61.411

24

Valle Santerno

4

9.594

12

Unione

App. Faentino

3

15.970

21

Unione

RA

21

0

Acquacheta

5

10.752

15

24

Ambito Forlivese

FC

54

40

App. Forlivese

6

27.502

18

App. Cesenate

7

26.643

21

16

App. Cesenate

Valle Marecchia

4

10.857

22

Unione

RN

22

0

Totale = 18

127

127.284

406

181

Totale = 9

 

406

181

                       

 

 

Agenzie locali per la Mobilità in Emilia Romagna

 

 

Provincia

Componenti Cda

Piacenza

3

Parma

5

Reggio Emilia

6

Modena

7

Bologna

5

Ferrara

9

Forlì- Cesena

7

Ravenna

-

Rimini

9

Totale

51

 

 

Agenzie D’ambito Emilia Romagna

 

 

 

Provincia

Forma associativa

Componenti Cda - Organi

Piacenza

Consorzio

7

Parma

Consorzio

11

Reggio Emilia

Convenzione

1

Modena

Consorzio

8

Bologna

Convenzione

1

Ferrara

Convenzione

1

Forlì- Cesena

Convenzione

1

Ravenna

Convenzione

1

Rimini

Consorzio

8

Totale

 

29


 

 
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