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No al nucleare, Boiardi portavoce della campagna "Energia per la vita"

Il consigliere provinciale Gianluigi Boiardi (Insieme per un Nuovo Ulivo) è stato nominato questa mattina a Cremona portavoce per l’Emilia Romagna della campagna/petizione contro il nucleare obsoleto “Energia per la vita” organizzata dall’associazione Creafuturo in collaborazione con il Partito Democratico. Il coordinamento cremonese di Creafuturo è formato da Acli, AmbienteScienze, Amici della Terra, Arci, Cgil, Legambiente, Movimento Federalista Europeo, Rete Lilliput. Presenti all’iniziativa il senatore Gianni Piatti (PD), l’onorevole Marco Pezzoni (PD), Benito Fiori (AmbienteScienze).

Boiardi si fa dunque portavoce a Piacenza della campagna che chiede, tra l’altro, l’indizione di un referendum popolare nazionale per abrogare le parti o gli articoli più specifici favorevoli al nucleare contenuti nella legge 99 del 2009. “Non solo – spiega Boiardi – chiediamo anche l’attivazione di una campagna di informazione e sensibilizzazione che prepari la raccolta di firme a sostegno del quesito referendario; la costituzione di una rete orizzontale, diffusa su tutto il territorio nazionale, aperta a tutti i gruppi e le associazioni di volontairato civile, sociale, ambientale: dai sindacati agli ordini professionali, dai settori dell’edilizia ai giovani ricercatori, dagli azionisti di Enel alle imprese impegnate nelle fonti rinnovabili, dalle imprese alla piccola e media impresa, dagli urbanisti alle associazioni dei consumatori, dai medici dell’ambiente agli oncologi, dai docenti agli esponenti del mondo scientifico. Ogni Comune – prosegue Boiardi – ogni Provincia e ogni Regione deve creare un tavolo di confronto che susciti la più ampia partecipazione e svolga un’azione di servizio disinteressato a sostegno dellaa prospettiva referendaria”.

Intanto a Cremona cresce la preoccupazione sul futuro di Caorso. Lo sottolineano le parole di Marco Pezzoni (PD): “Vogliamo chiedere al sindaco di Caorso, quello di Piacenza e al presidente della Provincia se hanno intenzione di farsi passare la decisione della nuova centrale nucleare sopra le teste o se pensano di coinvolgere i cittadini e le parti sociali su una scelta calata dall’alto ma che riguarda da vicino il loro futuro”.

La petizione  - che troverà largo spazio anche nei dibattiti in Internet - chiede  inoltre

Particolarmente dura la posizione delle Acli cremonesi: “Questa petizione – ha sottolineato Carla Mellani -  è un atto di difesa popolare. Chi difende la gente? Forse le amministrazioni locali, forse il Governo? Ci sembra proprio di no. Questa petizione rappresenta un grido, una supplica di democrazia, un ridare la parola alla gente per recuperare la politicità del sociale. Se la gente è informata, se si parla alle coscienze in modo corretto, in modo non ideologico questo lavoro aggiunge un tassello di democrazia su una questione tanto importante come il nuucleare. Bisogna anche avere il coraggio di denunciare che l’unico impianto non ancora smantellato è quello affaristico che sta facendo la storia d’Italia e che nessuno riesce ancora a fermare”. 

Per questo, la petizione chiede inoltre la sospensione da parte del Governo di ogni decisione riguardo al ricorso al nucleare civile, in attesa del futuro responso referendario, ancora più importante come esplicito pronunciamento popolare visto che, nelle prossime elezioni regionali, per volontà del ministro scajola, i cittadini italiani si recheranno alle urne completamente all’oscuro dei possibili siti già individuati per le prime 4 nuove centrali.  

 

 
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