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Operazione "Caino", manette per il rapinatore che accusava il fratello

I carabinieri del nucleo investigativo di Piacenza hanno arrestato un rapinatore di banche G. R., classe '70, sospettato di aver compiuto due colpi in solitaria alla Carisbo di via Emilia Pavese e alla Cariparma a S. Polo. Dopo una serie di indagini, i miilti lo hanno arrestato nella sua abitazione a S. Nicolo' dove viveva con la compagna, in casa aveva 17mila euro in contanti, probabilmente frutto delle rapine. Spesso utilizzava l'identità del fratello innocente per sviare le indagini, ma le forze dell'ordine non si sono fatte ingannare.

I FATTI  

I carabinieri sono risaliti al malvivente acquisendo le immagini del sistema di videosorveglianza delle due agenzie di credito rapinate e confrontando i contributi video: l’autore della rapina era lo stesso.

L’esame delle immagini ha evidenziato inoltre che il soggetto prima di accedere nell’istituto di credito aveva appoggiato la punta di un dito nel sistema di controllo della porta a bussola, pertanto veniva prelevata un’impronta digitale. Le analisi effettuate dal RIS di Parma sull’impronta rilevata dal Nucleo Investigativo davano esito positivo indicandole relative ad un rapinatore segnalato nel 2000 in provincia di La Spezia. L’impronta risultava quindi essere di un soggetto classe '64 residente a Milano.

Ma una volta individuato nell’hinterland milanese il soggetto in questione, si comprendeva che lo stesso non poteva essere il rapinatore impresso nei fotogrammi ricavati dai filmati di videosorveglianza degli istituti di credito rapinati in quanto completamente diverso per aspetto e tratti somatici.

In ogni caso venivano svolti approfonditi accertamenti che permettevano di scoprire che il soggetto milanese aveva un fratello pluripregiudicato per reati in materia di rapina. I carabinieri hanno così scoperto che già in passato il pregiudicato, sottoposto a controlli o fotosegnalamenti delle Forze dell’ordine, aveva fornito le generalità del fratello innocente. Si scopriva così che l’impronta era abbinata ad un alias che il rapinatore utilizzava solitamente per evitare maggiori controlli, in particolare allorquando veniva fermato e sottoposto a controlli in periodi in cui era latitante.

Scoperta l’identità reale del rapinatore si procedeva a scandagliare le informazioni sul suo conto in possesso dei Carabinieri: si scopriva così che lo stesso aveva da qualche anno un legame sentimentale con una donna che da circa un anno era emigrata dal Piemonte nel comune di San Nicolò. L’attività di osservazione e pedinamento effettuata nei confronti della donna in poco tempo ha permesso di individuare G. R. che risultava aver cambiato in pochi mesi tre abitazioni nella zona di San Nicolò.

L’11 dicembre l'arresto: nell'abitazione nascosto sotto il battiscopa di un mobile della cucina è stato rinvnuto un sacchetto con circa 17mila euro in banconote da 50 e 20 euro sicuro provento della rapina commessa a fine novembre ai danni dell’agenzia di San Polo di Podenzano. L'arrestato annovera precedenti penali come rapine, omicidio, traffici di sostanze stupefacenti e collegamenti con la criminalità organizzata calabrese operante nel capoluogo lombardo. Al momenti dell'arresto ha cercato ancora di incolpare il fratello.

Leggi il pezzo relativo alla rapina alla Carisbo di via Emilia Pavese

 
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