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Libreria blues, Marco "Ray" Mazzoli alla Fahrenheit

Il blues in libreria, raccontato e suonato: esperimento alla “Fahrenheit 451”
In libreria, oltre che trovare saggi, opere di narrativa, e libri di varia natura, ci si può imbattere talvolta in tavole rotonde di presentazioni di libri. Forse non è altrettanto frequente imbattersi in un vero e proprio spettacolo musicale o, per essere più precisi, in uno spettacolo di musica e prosa in cui la musica blues viene eseguita e raccontata dall’autore-musicista a tu per tu con il pubblico, che può interloquire, chiedere spiegazioni sui testi delle canzoni, sui “trucchi del mestiere” dei pianisti nell’uso delle magiche “blue notes”, che racchiudono la tipicità del blues e che tanta influenza hanno avuto anche negli sviluppi del jazz, del rock e della musica pop in generale. Di questo e altro si parlerà sabato 14 novembre alle 11 di mattina in un “concerto-chiacchierata” alla Libreria Fahrenheit 451 con Marco “Ray” Mazzoli e il suo pianoforte elettronico portatile, in una presentazione del suo CD “Happy to Play the Blues.  Anche se l’esecuzione di tutti i brani del CD (e di qualche brano “a sorpresa”, ben noto al grande pubblico) avverrà, in modo essenziale, con il solo pianoforte, sembra interessante (e certamente un po’ inusuale) il luogo dell’evento e la performance sotto forma di “dialogo” con le persone presenti. L’idea è venuta all’autore, in occasione delle sue consuete visite agli amici musicisti e cantanti del Nicolini Sound 95 Gospel Choir (il coro Gospel del Conservatorio Nicolini, dove Mazzoli ha suonato il piano e l’organo Hammod per circa un anno, nel 2008), intrattenendosi con loro suonando e spiegando i propri pezzi musicali. Il CD, che contiene 10 composizioni originali dell’autore e 2 cover, esordisce con un boogie che riporta all’atmosfera degli Anni Quaranta, “My baby doesn’t like to fly” per poi passare al rythm & blues di “Nothing more” e allo swing di “Lucy’s courage”. Le 2 cover (“Mr Tambourine man” di Bob Dylan e “Purple Haze” di Jimi Hendrix) sono due arrangiamenti pianistici di pezzi per chitarra e, di conseguenza, sono il frutto di una radicale rivisitazione. Lo swing, che nasce inizialmente come uno sviluppo bel blues e una sua forma di espressione, è presente anche in “Blues for Lory” e nel pezzo che Mazzoli ha dedicato a sua figlia: “Blues for Minna”. Le ballad richiamano le atmosfere degli Anni Quaranta (come “Things that weren’t said”), del blues tradizionale (“Some day you live some day you die”) o atmosfere decisamente più attuali (come nel caso di Crete) e si alternano a pezzi molto ritmati (ad esempio “Honeybee”).
Il CD vede la partecipazione di Mattia Cigalini al sax, Michele Mazzoni al Basso e Marco “Dipu” Barbieri alla batteria.
 

 
Voci correlate:
  • Happy to play the blues
  • Marco "Ray" Mazzoli
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