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Protezione civile, Reggi: "No allo scaricabarile sui sindaci"

"E’ necessario lavorare insieme ad un Piano Nazionale di Prevenzione e protezione civile. E’ necessario investire sulla Prevenzione. Prevenzione significa meno perdite di vite umane, limitazione dei danni e degli interventi di ripristino’’. E’ quanto dichiara Roberto Reggi, Sindaco di Piacenza e Presidente della Consulta Protezione Civile dell’ANCI.

‘’Come ANCI – aggiunge – gia’ prima del terremoto dell’Abruzzo e delle alluvioni di Messina, abbiamo scritto al Presidente del Consiglio e al Sottosegretario Bertolaso affinche’ fosse insediato in Conferenza Unificata un gruppo permanente per un Piano Nazionale sulla Prevenzione dei Rischi. Abbiamo la necessita’ di capire il quadro degli interventi degli ultimi dieci anni, delle risorse destinate alle Regioni sulla protezione civile. Dagli incendi boschivi al rischio idrogeologico, dalla messa in sicurezza degli edifici ad una diffusa cultura della protezione civile a partire dall’adozione dei piani comunali’’.

‘’Abbiamo piu’ volte denunciato – sottolinea ancora Reggi - che le risorse sulla Prevenzione sono irrisorie. Quelle che arrivano ai Comuni per la protezione civile sono spesso pari a zero. Ricordo che oltre 5.700 Comuni sono di piccole dimensioni, avendo pero’ spesso la responsabilita’ su territori molto estesi. Nonostante questo, i Comuni non hanno la titolarita’ delle risorse o la dotazione di strumenti. Se non si comprende e conosce questo elementare dato si rischia di fare solo polemica. I piccoli Comuni devono sentirsi colpevolizzati ed additati perche’ promuovono manifestazioni culturali e sociali sul proprio territorio? Ricordiamo che le sagre e le feste di paese, che il piu’ delle volte si ripagano da sole, sono momenti importanti, di vera socializzazione e di animazione sul territorio e non possono essere utilizzate per spostare l’attenzione sui veri problemi. Non e’ certo con le poche risorse destinate alle sagre che e’ possibile la messa in sicurezza di intere localita’. Su queste cose non scherziamo!’’.

‘’Disponiamo di una protezione civile che sull’emergenza riesce ad intervenire con efficienza. Purtroppo pero’ – rileva Reggi - non siamo ancora capaci di prevenire e limitare i danni, innanzitutto limitando la perdita di vite umane. Per questo non e’ possibile solo intervenire a seguito dell’emergenza. E’ invece necessario investire sulla previsione e sulla prevenzione. Investire direttamente sui territori’’.

‘’Per questo motivo – conclude - e’ necessario un Piano Nazionale di Prevenzione dei Rischi. E’ necessario che la stessa Protezione Civile assuma il ‘territorio’ come visione strategica del proprio intervento. Occorre ripristinare un nuovo equilibrio tra pianificazione e gestione che coinvolga piu’ direttamente i Comuni e consenta loro di esercitare la responsabilita’ che hanno’’.


 

 
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