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Idv: "Mozione di sfiducia all'assessore Gallini"

Intervento dell'Italia dei Valori

L’IdV si era impegnata - prima della sospensione feriale dei lavori del Consiglio provinciale e all’esito della discussione che aveva accompagnato una interrogazione per ottenere chiarimenti circa una vicenda giudiziaria (emersa nel corso della prima seduta del Consiglio) riguardante l’assessore Gallini - a presentare alla ripresa dei lavori una mozione di sfiducia nei confronti del predetto assessore ritenendone sussistenti evidenti ragioni di opportunità. La mozione è stata depositata la scorsa settimana mantenendo fede all’impegno assunto.


MOZIONE

Il Consiglio provinciale di Piacenza, premesso che:

- in occasione della prima seduta del rinnovato Consiglio provinciale di Piacenza, tenutasi in data 29.6.2009, il consigliere IdV Samuele Raggi  auspicava,  prendendo spunto dalla partecipazione dell’ex ministro dei Lavori Pubblici Giovanni Prandini ad un appuntamento della passata campagna elettorale,  che la appena insediata nuova amministrazione non volesse avere niente a che fare “con gli anelli di congiunzione tra il sistema della politica e quello degli affari degli anni di Tangentopoli e di Appaltopoli”;
- nel corso della stessa seduta – come riportato anche dalla stampa –  consigliere Francesconi, probabilmente equivocando tra il nome di Prandini e quello del neo assessore dell’UDC Gallini, si lanciava in una appassionata difesa di quest’ultimo riferendo di un problema giudiziario ormai ampiamente superato e lo stesso Gallini a margine della seduta precisava trattarsi di accuse ormai archiviate;
- atteso che il consigliere IdV mai nel proprio intervento aveva fatto riferimento all’assessore dell’UDC Gallini, nei giorni successivi presentava interrogazione a risposta orale per conoscere a quale vicenda giudiziaria si fosse fatto riferimento, se la stessa avesse riguardato la pubblica amministrazione, chi avesse coinvolto e quale ne fosse stato l’esito; ed ancora se la suddetta vicenda giudiziaria fosse nota al momento dell’assegnazione delle deleghe;
- all’interrogazione veniva fornita risposta il 24.7.2009 in seduta segreta; nel corso della stessa il Presidente dell’Amministrazione provinciale esibiva certificato del casellario giudiziale dal quale nulla risultava a carico del Gallini, dichiarando testualmente alla stampa: <<L’assessore Gallini, visto il clamore di questi giorni, ha presentato di sua spontanea volontà al consiglio un certificato penale dal quale non risulta nessuna condanna a suo carico. Io ho svolto il compito che mi era stato richiesto: secondo il Casellario giudiziale la situazione è questa ed io, nel nominare la giunta, mi sono affidato unicamente ai documenti ufficiali>>;
- sul sito internet della Camera dei Deputati è possibile consultare la risposta fornita dall’ex ministro della Giustizia Castelli ad una interrogazione dell’allora sen. Petrini dalla quale emerge che al Gallini con sentenza in data 27.4.1995 era stata applicata una pena per il reato di voto di scambio per fatti commessi nel giugno del 1992;

considerato che:
-    non aver evidentemente comunicato al Presidente della Provincia informazioni esaurienti circa il proprio passato giudiziario ha contribuito, con ogni probabilità, ad inficiarne la volontà al momento della nomina e, fornendogli unicamente copia del certificato rilasciato dal casellario giudiziale, ha esposto il medesimo alla sgradevole conseguenza di essere smentito da quanto successivamente emerso dalla risposta all’interrogazione parlamentare;
-    avere precisato, contrariamente al vero, che quello che lo aveva riguardato era un <<caso archiviato>> - ben conoscendo con ogni probabilità la differenza tra l’istituto dell’”archiviazione” ex art. 408 c.p.p. e quello dell’”applicazione della pena su richiesta” ex art. 444 c.p.p. cui aveva fatto ricorso – integra il venir meno ad un dovere di trasparenza, di cui il dire la verità è parte integrante, nei confronti di tutti gli amministrati;
-    l’essere stato consigliere della Provincia di Piacenza nel periodo cui si riferiscono i  fatti oggetto della sentenza e il titolo del reato, voto di scambio, della stessa, non rende opportuno il conferimento dell’incarico di assessore nell’ambito dello stesso Ente;

visto l’art. 54 Cost. laddove afferma che ogni cittadino è tenuto a rispettare la Costituzione e le leggi ed aggiunge, per coloro che esercitano pubbliche funzioni, il dovere di adempierle con “disciplina ed onore”;

ritenuta la sussistenza di una giusta causa e di sufficienti ragioni di opportunità politica per chiedere le dimissioni dell’assessore dr. Pierpaolo Gallini;

IMPEGNA

Il Presidente dell’Amministrazione provinciale a voler invitare l’assessore dr. Pierpaolo Gallini a rassegnare le proprie dimissioni da assessore, in caso contrario, procedere senza indugio alla revoca dell’incarico a suo tempo conferitogli.

 

 
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