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L'abbraccio ai piacentini nel mondo da Bettola LE FOTO e i VIDEO

Si è tenuto a Bettola domenica 9 agosto l'incontro provinciale delle Comunità Piacentine nel Mondo, quindicesima edizione di un evento che ha ormai una tradizione consolidata nella nostra provincia e che da tre lustri contribuisce in maniera significativa a rinsaldare i legami tra piacentini (e loro discendenti) che vivono oltre confine e piacentini che vivono in patria.

Ad organizzare la manifestazione provvedono l'Amministrazione provinciale, l'Associazione “Piacenza nel Mondo” e il Comune di Bettola. La Regione, tramite la Consulta degli Emiliano – Romagnoli nel Mondo, la Fondazione di Piacenza e Vigevano, la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza e il Quotidiano Libertà danno un loro contributo sostanziale.

L'incontro è iniziato alle 16,30, in piazza Colombo, con il ritrovo delle Autorità. Alle 17, nella sala consiliare del Comune di Bettola, la premiazione di due piacentini emigrati che con il loro lavoro e la loro vita esemplari hanno onorato il nome di Piacenza nel Mondo. L'edizione 2009 della manifestazione prevede due premi: quello di “Piacentino benemerito”, assegnato come tutti gli anni dalla Provincia e dall'Associazione “Piacenza nel Mondo” e per il quale la scelta è caduta quest'anno su Pietro Segalini, e un Premio speciale del Comune di Bettola, che è stato attribuito, alla memoria, a Lazzaro Ponticelli. Alla consegna dei premi provvederanno il Vicepresidente della Provincia Maurizio Parma, il sindaco di Bettola Simone Mazza, il presidente dell'Associazione Piacenza nel Mondo Sandro Molinari. Saranno presenti sul palco le massime Autorità cittadine ed i Sindaci dei Comuni che più hanno alimentato la diaspora piacentina nel mondo.

Il programma prevede, dopo la premiazione, l'esibizione di artisti partecipanti al Festival Internazionale dei Giovani, alle 18, e sulla scalinata del Municipio, alle 19, l'esibizione del coro A.N.A. Di val Nure, diretto da Don Fornasari.

Di seguito, un profilo di Pietro Segalini e Lazzaro Ponticelli


Pietro Segalini nasce a Vidonico di Bettola nel 1952. Nel 1966, all'età di 14 anni, si trasferisce a New York con il padre Salvatore, la madre Ada Bobbi e il fratello Sergio, di 6 anni. A New York frequenta il Liceo Americano e due anni di Università. Lavora come Bureau Direttore di Management Information System (MIS), Deployment Office of Enterprise Technology nel Dipartimento della Human Resources Administration Department of Social Services della Città di New York. Nel tempo libero si dedica alla Società Val Trebbia e Val Nure come segretario di corrispondenza, per promuovere e diffondere la cultura italiana e le usanze piacentine tra i giovani conterranei che vivono a New York.
E' anche segretario di corrispondenza della National Council of Columbia Associations in Civil Service.

Lazzaro Ponticelli, ultracentenario scomparso nel gennaio del 2008, ha avuto una vita che definire avventurosa non è esagerato. Nato ai Cordani di Bettola il 7 dicembre 1897 da una famiglia povera, vive, nei suoi primi anni, una vita di stenti: il padre fa il ciabattino e il falegname e nei giorni di mercato si improvvisa mediatore di bestie; la madre prima lavora in campagna e poi va a fare la mondariso, mettendo insieme le risorse che le consentono di fuggire all'estero con tre figli, Bonfiglio, Francesco e Caterina. E' questo un gesto che farà soffrire moltissimo Lazzaro e che egli non perdonerà mai.
Lazzaro resta a Bettola con il padre, che muore qualche anno dopo. Per mantenersi, a soli quattro anni impara il mestiere di pastore e si dà ad altre attività, tra cui la caccia ai tordi, che rivende, con la mediazione di un mugnaio, ai ristoratori di Bettola. A dieci anni ha i soldi per il gran balzo verso la Francia, che raggiunge in treno. Giunto a Parigi resta tre giorni a digiuno, poi un capostazione lo accompagna in un bistrot ritrovo di immigrati italiani (“Chez Colombo”), dove resta a lungo a servizio della padrona.
Poi succede qualcosa che cambia la sua vita: vince alle corse dei cavalli e con il denaro vinto fonda con Pietro Pecuri, un altro emigrato, una società di pulizia di camini.
Ad inizio 1915, Lazzaro si arruola nella Legione Straniera per partecipare alla Grande Guerra e combatte nelle Argonne con la divisione garibaldina guidata da un nipote dell'eroe, Peppino Garibaldi, composta da emigrati italiani. Dopo l'entrata in guerra dell'Italia, viene chiamato alle armi dal nostro esercito. Lui si rifiuta, ma viene preso e condotto in Italia. Presta servizio nel Corpo degli Alpini.
Finita la guerra Lazzaro torna a Parigi e riprende con i fratelli a pulire camini. Sempre con i fratelli fonda nel 1921 la società “Ponticelli Frères”, che nel giro di pochi anni sfonda nel campo delle perforazioni petrolifere aprendo cantieri in tutta la Francia e assumendo tanti emigrati italiani, in particolare della Val Nure (la società è tuttora attiva e conta cantieri in tutto il mondo).
Nel 1923 si sposa ed ha tre figli: due femmine e un maschio, che muore però all'età di dieci anni.
Lazzaro si spegne a Parigi all'età di 110 anni; lo Stato francese gli riserva il funerale di Stato con una cerimonia all'Eglise du Dome des Invalides, dedicata a tutti i combattenti civili e militari della Grande Guerra. Nel rispetto delle sue volontà.

 

 
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  • Bettola
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    Commenti:


    SONDAGGIO
    Sarebbe interessante sentire se i piacentini all'estero vedono di buon occhio il reato di clandestinità.
    PAOLO ZUCCHINI
    09/08/2009  17.51


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