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Polledri (Lega): "Pacchetto sicurezza, da Reggi solo falsita'"

Ecco l'intervento del parlamentare della Lega, Massimo Polledri, sul pacchetto sicurezza

Egregio Direttore,
qualche appunto per replicare alla selva di falsità emerse sul pacchetto sicurezza del ministro Roberto Maroni. Dalle stime di Caritas e Istat il numero dei clandestini in Italia oscilla tra 600mila e un milione. Il provvedimento legislativo non intende in alcun modo colpire queste persone per il fatto che sono stranieri alla nascita, ma per il fatto che soggiornano sul territorio italiano in contrasto con la legislazione territoriale. Chi è straniero ed entra in Italia nel rispetto delle leggi non è, ovviamente, discriminato.
Il nuovo reato, va precisato, non prevede una sanzione detentiva, ma pecuniaria e ciò rappresenta un punto fondamentale per l'allineamento alla direttiva europea che prevede - come passaggio necessario per l'espulsione degli irregolari - un procedimento di carattere penale. In sostanza: è l'Ue a chiederci, come presupposto fondamentale per l'espulsione, una condanna penale. Inutile dire che parlare di reato rappresenta poi un efficace deterrente all'arrivo indiscriminato di gente da oltreconfine.
Segnalo, inoltre, che altri Paesi civilissimi considerano da tempo l'immigrazione un reato.

In Gran Bretagna, in base alla legge del 1971, l’ingresso clandestino è un reato: l’immigrante illegale è colpito dall'espulsione. La disciplina britannica è nel suo complesso “più soft” rispetto al trattamento del clandestino in Francia, Paese in cui soggiornare irregolarmente costituisce reato punibile fino a un anno di reclusione, con 3.750 euro di multa e con 3 anni di interdizione. Il 6% dei detenuti nelle carceri francesi è costituito infatti da stranieri condannati per immigrazione clandestina. In Germania sono considerati reati - punibili con una pena non superiore a un anno di reclusione o con l’espulsione - sia l’entrata che il soggiorno clandestino senza visto o passaporto valido.

Tornando in Italia, qualcuno ha detto, strumentalmente, che il prezzo da pagare di un simile provvedimento sarà un aumento esponenziale dell’operato delle procure e degli uffici di giustizia di tutto il paese.
Ebbene: il procedimento avrà carattere di massima rapidità, essendo fondato sulle competenze del giudice di pace, come misura finalizzata all'espulsione e quindi non graverà sul carico di lavoro dei tribunali ordinari.
Per quel che riguarda la miriade di assurdità emerse sui temi delle ronde ricordo, soprattutto ai detrattori di sinistra, che regioni rosse come l'Emilia Romagna prevedono, nella loro legislazione, una disciplina specifica che, nei fatti, ne afferma la legittimità.
Il modello di sicurezza cui si ispira il Governo è quello di creare un "sistema partecipato" in cui concorrano professionisti e volontari. Per questo, chi fa polemiche invece che guardare a un sistema nuovo da far funzionare, è motivato da pregiudizi o da un ancoraggio a schemi ormai superati. Il ddl ora approvato prevede che i volontari non debbano essere armati e precisa che questi non sostituiscono in alcun modo le forze dell'ordine, ma hanno un ruolo ausiliario e di segnalazione.
In un quadro normativo che presentava dei buchi sul tema, favorendo, nei fatti, esperienze disarticolate e al limite della tollerabilità, il ministro Maroni ha riportato chiarezza e ordine. Ricordo che alcune realtà da tempo avviate, vedi i City Angels, hanno dato ottimi frutti e si sono rivelate un valore aggiunto nel presidio del territorio e nella dissuasione della pratica criminale. Detto questo mi viene da pensare che il problema non siano le ronde in quanto tali, ma la marca politica di chi, intelligentemente, quelle ronde la ha proposte. Giochino ipocrita a cui non si è prestato il Capo di Stato che, riconoscendo l'efficacia del cosiddetto "pacchetto sicurezza" ha dapprima autorizzato la presentazione del disegno di legge e ora ne disporrà la sua promulgazione.
 In chiusura, Direttore, mi permetta una nota al sindaco Roberto Reggi, a cui mi rivolgo direttamente: "Caro sindaco, nel 2004 avevi dato una tiratina d'orecchie all'allora assessore alle Politiche giovanili, Manuela Bruschini, protagonista di una festa infarcita di citazioni e simboli paraoffensivi nei riguardi dei cattolici in quel di Soarza di Villanova. Ora fai altrettanto con quel componente di maggioranza che lunedì ha pronunciato - nel corso della seduta consiliare - frasi poco rispettose nei confronti del vescovo.
Massimo Polledri

 
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    Commenti:


    solidarietà al compagno Pallavicini
    il consigliere Pallavicini non mi pare abbia detto nulla di offensivo. A doversi vergognare è quella parte politica (con supporto di parte speriamo minoritaria della Chiesa Cattolica) che sostiene il pacchetto sicurezza. Compagno Carlo avanti così!
    Pantroz
    08/07/2009  15.34


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