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PFM stasera al Daturi: intervista a Franz di Cioccio

Sarà il concerto dell’anno, per Piacenza, quello che vedrà salire sul palco dell’Arena Daturi la PFM, storica band dalle radici progressive-rock composta da Franco Mussida (voce, chitarre), Patrick Djivas (basso), Franz di Cioccio (voce, batteria), accompagnati dal secondo batterista Pietro Monterisi, dal tastierista Gianluca Tagliavini e Lucio Fabbri (violino, tastiera, chitarra). Il concerto sarà diviso in due parti: la celebrazione di un altro grande della musica italiana, Fabrizio De André, di cui la Premiata Forneria Marconi riproporrà i brani suonati nel meraviglioso tour compiuto insieme nel 1979, e la presentazione di tutti i più grandi successi della stessa PFM.
In attesa di ascoltarli dal vivo, abbiamo intervistato  Franz di Cioccio.

Tutte le altre date della tournée “La PFM canta Fabrizio De André” sono andate esaurite, tanto che avete dovuto fare ben 170 repliche per riuscire ad accontentare il pubblico italiano. Con queste premesse, cosa dobbiamo aspettarci domani sera?
Un bel concerto, e non lo dico perché sono di parte. Siamo stati spinti a riproporre il tour del 1979 con Faber dopo aver suonato a Firenze, nello stesso teatro e sulle stesse assi in cui avevamo suonato 25 anni prima. La gente ci chiese di rifarlo: ci chiamarono in varie città d’Italia e iniziammo ad andare, fino ad arrivare alle famose 170 repliche. Il punto è che la gente vuole riascoltarlo. I ragazzi di oggi hanno scoperto il disco di quel tour trovandolo in casa, perché lo avevano i genitori, e hanno iniziato ad amarlo, tanto che i nostri arrangiamenti, creati per l’occasione, sono diventati per loro gli arrangiamenti originali delle canzoni di De André. E’ una cosa di cui siamo ben felici. Ed è bello, ogni tanto, “resettare l’hard disk” e tornare indietro nel tempo. Vogliamo che i ragazzi vedano un concerto come dio comanda, non uno spettacolo televisivo come quelli che vanno per la maggiore, da X-Factor in poi. Per loro prepareremo fettuccine fatte a mano, impasteremo la musica dal vivo, davanti ai loro occhi. Riproporremo loro rock e poesia: l’esperimento da cui era nato il tour del 1979, che a trent’anni di distanza possiamo dire sicuramente riuscito.

Quali canzoni di De André suonerete con maggiore emozione?
Tutte. I testi di Faber sono inossidabili: sono le risposte perfette alle domande dei padri, ma anche a quelle dei figli, sull’amore, la guerra, gli ultimi. I nostri arrangiamenti erano stati costruiti per valorizzare con sfumature diverse ogni canzone di Faber. ‘Il giudice’ è un pezzo rutilante, festose, Andrea una ballata, Marinella una canzone che non smette di commuovere… E poi c’è Amico fragile, un pezzo psichedelico con un finale travolgente: a questo sì, sono affezionato più che a tutti gli altri.

Sentiremo però anche le vostre canzoni?
Ci prenderemo un bis di circa un’ora e mezzo, e ce lo autodedicheremo, lo ammetto… Suoneremo tutti i nostri successi, da ‘Impressioni di settembre’ a ‘E’ festa’, ‘La carrozza di Hans’, a tutti gli altri. Lo faremo al nostro solito modo, improvvisando, lasciando spazio alle variazioni.

A distanza di 39 anni, allora, avete ancora voglia di fare musica?
Ci ha visti a Sanremo e al concerto del 1° Maggio? Avrà notato la differenza tra uno che si diverte e uno che si annoia. Per me suonare è la cosa più bella del mondo, mi piace stare in mezzo alla gente, guardarla in faccia, parlare prima e dopo il concerto. A unire la Pfm e Faber era non fare mai un disco uguale all’altro: la curiosità è la molla principale del musicista, fermarsi a fare il mestiere, pensare al marketing e non avere una scintilla che ti spinge a suonare non è fare musica.

Chi stima nel panorama musicale attuale?
Ben Harper, ad esempio. Anche in Italia ci sono alcune canzone belle, ma in questo momento, purtroppo, c’è il boom di X-Factor e altri programmi del genere.

A proposito: che mi dice di Morgan, che X-Factor l’ha condotto e De André l’ha cantato?
E’ uno dei tanti Morgan che ci sono stati in passato e ci saranno in futuro.

Alessia Strinati

 
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Commenti:



"impressioni di settembre" (testo di Mogol) è una delle più belle canzoni di sempre
amilcare stoppini
12/06/2009  10.10


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